14 giugno 2018. Firenze Rocks. L’emozione di un concerto 2.0

L’emozione di un concerto ritorna puntualmente quando trovo sulla scrivania dello studio il biglietto per l’evento FIRENZE ROCKS del 14 Giugno. Per la precisione, FOO FIGHTERS. Un bellissimo regalo per la festa del papà.

Parliamo di rock n’ roll duro e puro, di energia e vibrazioni forti che corrono sulle corde di una chitarra o sulla gran cassa della batteria.

Per chi come me, è malato di musica a livello patologico, sicuramente conosce il gruppo e l’evento in questione, ma per voi che siete curiosi di rock e buona musica vi racconto la mia esperienza al FIRENZE ROCKS FESTIVAL.

Partiamo con uno scooter, accompagnati dal vento e dalle canzoni in testa di Mr. Dave Grohl (ex batterista dei Nirvana) e company.

Tutto è perfetto, orario, la compagnia di un amico, il sole che ti scalda a pochi chilometri all’arrivo.

Subito notiamo il serpentone di auto all’ingresso di Firenze e ci rendiamo conto della nota virgolettata dell’organizzazione che raccomandava di evitare l’auto per il festival.

Zig–Zag tra le auto, parcheggiamo lo scooter e procediamo in direzione ippodromo del Visarno.

Il fiume di gente che si perde lungo il viale alberato sembra infinito, tra bagarini, urla e dialetti di tutta Italia, arriviamo al nostro tornello per l’ingresso.

Prima però, ci concediamo il mitico pasto da concerto: panino salamella e cipolla e birra Heineken da 50 cl. Totale 12,00 €.

Prezzo medio, qualità? …vabbè lasciamo perdere, ma tutto assume un fascino particolare, tipico da evento musicale importante, com’è Firenze Rocks.

Ore 20:30: i fans aumentano, il brusio e le urla idem, tra sorrisi, tatuaggi, piercing e sguardi assorti di polizia e carabinieri.

Molte le pattuglie che sorvegliano la zona, per i tornelli il controllo effettuato al sottoscritto mi lascia perplesso.

Ore 20:50: entriamo.

Il clima che si respira è piacevole. Persone di 2 generazioni, famiglie con bambini, giovani e meno giovani. Tutto è organizzato, tra biliardino, pallacanestro, calcio e una bellissima zona (tipo nido) riservata ai più piccoli.

Troviamo la nostra collocazione ideale a circa 200 metri dal palco, lontani, ma in un clima disteso non troppo affollato.

Tutti fanno selfie, dico tutti (compreso io, ma uno soltanto per ricordo), ma in un contesto come questo si trova ancora il modo di scambiare due parole con chi vedi anche per la prima volta.

E’ lo spirito del prato da concerto. Chi l’ha vissuto, sa di cosa parlo.

Ore 21:00. I Foo Fighters entrano con tutta l’anima rock che ho visto in pochissimi gruppi.

Per due ore e mezzo, ripercorrono brani “vecchi” e “nuovi” del loro repertorio con un energia tale da far tremare i fili d’erba del prato.

Tutti ballano, cantano, qualcuno in un inglese maccheronico le più belle hit del gruppo americano formatosi a Seattle nel 1994.

Tra una “rullata” e un “assolo” di chitarra, mi guardo intorno rendondomi conto che tutti usano lo smartphone.

Ci sono quelli dei video, quelli dei selfie quelli che scrivono messaggi e quelli che usano il telefono come si usava l’accendino in tempi ormai remoti.

Una piccola percentuale di persone intorno a me, segue attentamente tutto il concerto, senza “distrazioni da device”.

Siamo nell’era dei concerti 2.0, nell’epoca dei social e della condivisione di un voyeurismo sfrenato dove conta più un “mi piace” che un racconto fatto di persona, a quattr’occhi per intendersi.

Intanto, il battito della gran cassa, continua a battermi sul petto… TUM TUM TUM!

Sono bravi, anzi musicalmente perfetti.

L’acustica non provoca fastidio da distorsione e tutto il suono rock che produce la band è amplificato nell’aria in modo perfetto.

Siamo tantissimi, per questa serata al Firenze Rocks parlano di circa cento mila persone. Per questo motivo, decidiamo la ritirata a circa 15 minuti dalla fine del concerto.

Lungo l’area che porta all’uscita, facciamo una sosta tra i vari stand gastronomici, tra birra, Red Bull e merchandising della rassegna musicale.

I concerti sono cambiati anche quando vai per pagare una semplice birra. Ora ci sono i “Token” gettoni prepagati da scambiare alla cassa. Mah… I Token sono da tagli di 15, 30, 45, 60 €.

Stiamo scherzando? La trovo una cosa assurda. Se voglio una Red Bull, pago quella e stop. Chiuso.

Quando il barman ci comunica in modo serafico che dobbiamo cambiare i soldi con i token per acquistare la birra, ci guardiamo perplessi.

Un minimo di esitazione e ci concediamo l’uscita, tra altri gruppetti stanchi giunti alla fine di questa bellissima rassegna.

Sulle note di “BEST OF YOU”, lo sbadiglio di qualche poliziotto e qualche curioso arrampicato non pagante, capisco il perchè del titolo CONCERTO 2.0.

Tutto è cambiato, sicuramente anch’io. Dalle prime file da “pogo” sono sceso nettamente ai posti più consoni da padre di famiglia. Meno casino, meno sbattimenti e in un certo senso più sicurezza.

In un contesto come questo non ho avuto la minima percezione di un’imminente attentato, ma è come se bastasse un soffio per accendere la miccia e creare il panico.

Ho visto troppi smartphone, poca attenzione alla musica e all’emozioni trasmesse da essa.

Ho visto nei sorrisi la voglia di libertà, di staccare dalla “pressante quotidianità” tra lavoro, scuola e problemi vari.

I prezzi sono schizzati alle stelle, capisco la “line up” di primo livello, ma 130,00 € totali tra biglietto e panino sono veramente tanti.

La bellissima serata in compagnia dei Foo Fighters al Firenze Rocks finisce tra una chiacchierata uno sbadiglio e della pseudo musica latino americana trasmessa da un chiosco di strada.

L’asfalto corre sotto le ruote e l’orologio segna le 00:30. Sono a casa.

Un abbraccio e buona vita.

***

FIRENZE ROCKS
www.firenzerocks.it

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Michele Cecchinelli

Michele Cecchinelli

Interior Designer a Maci SRL
Arredatore dal 1999, specializzato nel settore casa e Hotel (contract). Inizio a muovere i primi passi all'interno dell'ufficio tecnico della ditta Masi Mobili SRL nel 1999. Dal 2016 passo alla Maci SRL dove ricopro il ruolo di responsabile Ufficio Tecnico-Commerciale. Per hobby, mi diletto a scrivere di cibo e buona tavola.

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