Al ristorante in tre… si può fare! Racconto di una serata “baby” al PEC.

20160108_231041Il momento prima o poi doveva arrivare…
Le prime uscite con la piccola le avevamo fatte finora in pizzeria, da Irma per la precisione.

Adesso, dopo un mese e mezzo dalla nascita, ci sembrava giunta l’ora per provare l’uscita al ristorante. L’intenzione era quella di ascoltare i consigli dati da gente qua e là che ci invitavano ad andare a provare a pranzo, magari ci sono più famiglie, è giorno, in genere il neonato è meno stanco.

Invece no. Noi abbiamo voluto subito battezzare col fuoco la nostra prima uscita, prenotando il ristorante alle 21 di un venerdì sera invernale, in verità non molto freddo (12° circa) ma piovoso.

Il ristorante per la “prova del nove” è il Port Ellen Clan (Via del Fosso a Lucca, leggi anche la nostra ultima recensione).

Parcheggiamo la macchina nello stallo apposito per le famiglie al parcheggio sotterraneo dell’ex Caserma Mazzini, al di sotto del bel parco residenziale del Giardino Degli Osservanti, proprio dietro alla Chiesa di San Francesco. I nostri amici sono in leggero ritardo. Noi ci avviamo verso il ristorante e, appena arrivati, ci accomodiamo nella saletta con la poltrona da barbiere (la mia preferita) pronti per dare da mangiare alla bimba.

Nel frattempo, alle 20:45 circa, arrivano gli amici. Vanessa sta dando da mangiare con il biberon alla bimba e noi ci prendiamo un aperitivo nella zona bar: Prosecco, Whisky, focaccine homemade e crostini di fegatini.

La compagnia è ottima. Lui lucchese, lei australiana. Lui lo conosco da una vita, ma caso vuole che oggi sia la prima volta che usciamo insieme. Lei, bella donna, sprigiona il fascino e la curiosità che di solito si ha verso chi parla una lingua diversa dalla nostra. Dato l’ambiente e il parlare inglese, sembra di essere in un locale “trendy” di Williamsburg, quartiere di Brooklyn. Un’atmosfera quasi magica e surreale.

Verso le 21:15 ci accomodiamo a tavola. La bimba ha mangiato, ma per adesso non vuol saperne di dormire. Non è che si lamenta, è solamente incuriosita da tutti i “gingilli” di cui è pieno zeppo il ristorante.

Leonardo arriva al tavolo per portarci i menù. Per noi pesce. Per gli amici, carne.

Due tipi di vino in tavola. Bianco per noi, rosso per loro. Al calice: “I Roncati Chardonnay” e “Armonia Casadei 2013“; due buoni vini, niente di eccezionale, ma al calice è difficile scegliere di meglio…

Leonardo ci spiega che il venerdì è il giorno della tartare di tonno (che è fuori menù), quindi, se la vogliamo, la possiamo ordinare come antipasto…

Io non mi faccio scappare l’occasione. E vai con la tartare!

Vanessa sceglie invece il Polpo grigliato su patate schiacciate con pomodorini confit e olive taggiasche.

Nell’attesa degli antipasti, Leonardo ci porta in tavola una bottiglia d’olio “Villa Santo Stefano“, olio DOP delle Colline Lucchesi raccolto a mano e recensito anche dal “Gambero Rosso“.

Di primo ordiniamo uno Spaghetto di grano duro, acciughe fresche, colatura di alici di Cetara e burrata e una Calamarata di grano duro con gamberi e crema di cavolo nero.

Come al solito noi prendiamo 2 portate più il dolce. Questa volta ci siamo buttati su antipasto e primo (come al solito da “smezzare”, per assaggiare tutto).

Tra l’antipasto e il primo la piccola “posticina”, in cerca di attenzione, si lamentava qua e là. Un poco in braccio a Vanessa e la situazione è tornata nella norma.

La serata scorre via tra le chiacchiere più disparate, principalmente destinate a idee di viaggio in altri continenti e sogni di un futuro più roseo e stabile; la positività regna sovrana al nostro tavolo, e così dovrebbe essere per chiunque.

Arriviamo con la dovuta calma ad ordinare il dolce: Vanessa, che c’era “rimasta male” l’ultima volta che siamo stati al PEC quando non potè ordinare il “Cappuccino di tiramisù al caffè di pura arabica brasiliana“, addirittura se lo fa mettere da parte già dall’ordine dell’antipasto. Io faccio il bis. Guai a non provare il tiramisù…

La nostra amica australiana ordina il “Morbido di cioccolata fondente al 70% con crema agli agrumi“; una “mattonella” enorme (che mi ricorda tanto le fettone di dolce che mangiamo spesso nei nostri viaggi negli USA…) che le riempie gli occhi e la pancia! A sentire lei: “Awesome!“.

Ad accompagnare i dolci, un Recioto della Valpolicella Tesauro 2010. Vino perfetto che lega benissimo con le dolcezze scelte.

Verso fine serata Leonardo approfitta per sedersi un po’ insieme a noi, con la bimba che lo scruta incuriosita: “chi sarà quest’uomo occhialuto vestito di bianco???”. Anche i nostri amici apprezzano l’accortezza e la cordialità dello staff del PEC, sempre impeccabile e incline a soddisfare le esigenze dei propri clienti.

Ci siamo. La bimba sta iniziando a dare “segni di cedimento”. D’altronde sono le 23:45 e lei ha un mese e mezzo, cosa possiamo pretendere di più?

Andiamo alla cassa per pagare il conto. 40 euro a testa per una serata divertente e all’insegna del buon cibo e del buon bere, in buonissima compagnia e in un posto dove ormai ci sentiamo a casa. Baci e abbracci e alla prossima volta!

Questa sera ripeteremo l’uscita in tre. Direzione Montecatini Terme. Nei prossimi giorni vi racconteremo!

See you later! 😉 E, fidatevi, SI PUO’ FARE!!!

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