Da New Orleans a Miami in 7 giorni

Eccoci di nuovo qua, di ritorno dalla nostra (meritata) vacanza e dalle festività natalizie che hanno apportato da una parte riposo, dall’altra un accumulo consistente di grasso da “bruciare” al più presto.

“Ma come? Voi come fate a bruciare grasso se ci dovete recensire i ristoranti?” – Eh… bella domanda!

Infatti, invece di parlarvi di ristoranti, questa volta vogliamo condividere con voi il giro che abbiamo fatto nella prima settimana della nostra vacanza negli USA: New Orleans – Miami in 7 giorni.

1° giorno: NEW ORLEANS

New Orleans è una città che ha poco di statunitense. Prettamente di “stampo” europeo, con la sua architettura creola francese, è nota soprattutto per la musica e per il “meltin’ pot” di razze che la popolano.

Nella nostra intera giornata passata a “NOLA”, partendo dal nostro albergo, abbiamo visitato come prima cosa il Riverwalk ossia la passeggiata lungo il leggendario Mississippi River che attraversa la città; un’opportunità per rilassarci lungo la riva e ammirare i classici battelli a vapore che solcano le acque del fiume dal XIX secolo.

Abbiamo poi proseguito la nostra passeggiata uscendo dal Riverwalk verso Decatur St fino a Jackson Square dove svetta in tutta la sua imponenza la cattolica St Louis Cathedral. Dopo abbiamo proseguito in Royal St, dove abbiamo incontrato tantissimi gruppi che suonavano musica Jazz e Swing in strada; la particolarità di questa via è che in parecchi tratti è chiusa al traffico veicolare, quindi i musicisti la prendono d’assalto per suonare in mezzo alla strada al cospetto di moltissime persone sedute sui marciapiedi con magari un caffè o un “beignet” in mano…

Proseguendo nella nostra visita, non possiamo fare a meno di passare da Bourbon St, forse la via più famosa di New Orleans, dove la notte si trasforma in una “discoteca a cielo aperto” con i locali aperti e gente che suona in strada fino all’alba.

Non potevamo poi non visitare uno dei “cafè” storici e famosi di New Orleans: il Cafè du Monde (leggi la nostra recensione). Posto all’incrocio tra Decatur St e St Ann St, il locale offre solo una cosa: caffè e “French-style beignets” che non sono altro che “frittelle” di pasta choux (quella per fare i bignè) con sopra una montagna di zucchero a velo (che puntualmente si sparge in maniera copiosa sui tavoli e sul pavimento del locale, una caratteristica del posto).
La porzione classica prevede 3 beignet che bastano ed avanzano per 1 persona.

Per pranzo troviamo un ristorante tra i più consigliati sul web: The Original Pierre Maspero’s all’incrocio tra St Louis St e Chartres St, un ristorante di cucina locale (cajun) dove abbiamo assaggiato piatti tipici come i Crab Cakes, Shrimp & Grits e il Blackened Jambalaya. Tutto ottimo ed è carino anche il locale con gli archi ed i muri senza intonaco e i mattoncini a vista.

Il pomeriggio l’abbiamo poi passato “a zonzo” per la città senza una meta ben precisa, così come la serata, impreziosita dalla costante presenza di gente e di musica jazz.

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2° giorno: NEW ORLEANS – OAK ALLEY PLANTATION – PENSACOLA

Di prima mattina andiamo in taxi all’aeroporto internazionale “Louis Armstrong” di New Orleans per prendere l’auto a noleggio alla Alamo che ci accompagnerà per i prossimi 1500 km a zonzo tra la Louisiana e la Florida

Una volta presa la macchina, ci dirigiamo verso ovest in direzione Vacherie; infatti lì c’è la nostra prima tappa: la Oak Alley Plantation.

La casa, che ricorda quella di “Via col vento”, era di proprietà di Jacques Telesphore Roman, coltivatore di canna da zucchero e proprietario della tenuta sulla riva del fiume Mississippi. L’architettura in stile neoclassico, corredata dal grandissimo e lussureggiante parco, rende il tutto un po’ magico e rilassante. La “sfilata” di querce “Live Oak” che accompagnano il visitatore lungo il viale principale hanno un qualcosa di “mistico” che ti fa rimanere a bocca aperta. Gli interni sono tutt’altro che “all’americana”, data la proprietà europea del tempo.

Un paio d’ore di visita guidata e poi via di corsa (vista l’ora…) verso il Panhandle della Florida.

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3° giorno: PENSACOLA – DESTIN – SANTA ROSA BEACH

Pensacola è una città (piccola) che si affaccia sul Golfo del Messico, famosa per le sue spiaggie di sabbia bianchissima.

Una passeggiata sulla spiaggia di primo mattino è il modo giusto di iniziare la giornata. Qualche passo a piedi nudi sulla sabbia fresca e umida insieme a gabbiani e qualche temerario mattiniero che corre sul bagnasciuga è proprio quello che ci vuole.

Poco più verso est troviamo Destin , località turistico-balneare generalmente presa d’assalto durante l’estate e per il famoso “spring-break” degli studenti americani, anch’essa “dotata” di spiagge bianche dove mega alberghi e resort si affacciano in tutta la loro imponenza quasi fino al mare. La località “pullula” di catene di ristoranti e negozi da non saper scegliere dove andare…

Ancora una mezz’ora di auto e saremo a Santa Rosa Beach, la nostra prossima tappa.

Se arrivate in zona per l’ora di cena, non potete farvi sfuggire l’occasione di cenare da George’s at Alys Beach, un ristorante che consigliamo per il pesce e per le preparazioni non scontate (come purtroppo spesso gli americani ci abituano).

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4° giorno: SANTA ROSA BEACH – SEASIDE – CEDAR KEY

Santa Rosa Beach è anch’essa una località balneare affacciata sul Golfo del Messico, ma a differenza di Destin è più compassata e rilassata; diciamo che è più una meta per persone non troppo giovani che amano rilassarsi al sole della Florida. Ricca anch’essa di spiagge bianche, si fa notare soprattutto per le caratteristiche case in legno con le torrette che si affacciano sul mare.

La località più famosa per questo tipo di architettura è però Seaside, a pochi chilometri di distanza da Santa Rosa Beach. Seaside, venne alla ribalta della scena mondiale soprattutto all’inizio degli anni 2000 grazie al famosissimo film con protagonista Jim Carrey “The Truman Show“, dove in varie scene si può ammirare la bellissima cittadina che sembra quasi fatta appositamente per la sceneggiatura del film.

Il nostro viaggio prosegue per altre 300 miglia verso est e poi verso sud in direzione di Cedar Key.

Nel bel mezzo di lagune che si tuffano nel Golfo del Messico, Cedar Key è una località di pescatori con una vita notturna pari a zero (cosa che noi andiamo a cercare spesso…) ma con un rapporto popolazione-ristoranti elevato 🙂 . Per la cronaca, noi abbiamo cenato al Seabreeze Restaurant, niente di che, nella media dei ristoranti americani con fritti e salse a volontà.

Per il resto, la cittadina è carina e tenuta bene e la gente del posto è cordialissima con i (pochi) turisti.

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5° giorno: CEDAR KEY – CAPTIVA ISLAND

Il nostro viaggio prosegue in direzione sud verso Captiva Island.

Sulla strada per Captiva, ci fermiamo a fare sosta benzina e cibo a Tampa; troviamo per caso un curiosissimo bus giallo (quelli che accompagnano solitamente i bambini a scuola) “incastonato” su un soppalco in mezzo ad un fatiscente parcheggio con una discreta fila di gente assiepata fuori da un finestrino… “che sarà mai???”, mi chiedo. Alzo gli occhi e leggo “Taco Bus“!!! Spettacolo!!! Un pulmino della scuola che vende tacos!!! Amo l’America!
Naturalmente ci fermiamo e ordiniamo: per me (Giacomo) un Burrito con Carne Asada e per Vanessa un Burrito con “veggies”. Ottimi ed economici. Parecchia gente del posto era lì per la pausa pranzo e questo mi fa capire che è stata un’ottima scelta.

La strada è ancora lunga per Captiva. Ci arriviamo comunque nel pomeriggio, giusto in tempo per fare il check-in in hotel (un resort SPAZIALE, il South Seas Island Resort) e per mettere i piedi nell’acqua passeggiando sul bagnasciuga pieno zeppo di conchiglie. Eh si, le conchiglie sono l’attrazione principale di Captiva Island (e anche della “gemella” Sanibel Island); ce ne sono a migliaia e di tantissimi differenti tipi.
Le spiagge di queste isole sono di puro immaginario caraibico: sabbia bianca, palme e acqua cristallina.

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6° giorno: CAPTIVA ISLAND – SANIBEL ISLAND – MIAMI (South Beach)

Approfittiamo della mattinata per “far visita” a Sanibel. Questa porzione d’isola è decisamente meno “esclusiva” di Captiva, ma non certo meno bella.

Parcheggiamo l’auto e ci addentriamo in una porzione di “foresta” con un sentiero che porta alla spiaggia. Attraversando un ponte sopra un canale (lagunare), notiamo una fitta vegetazione fatta di mangrovie che nasconde sicuramente alligatori in cerca di cibo… noi però purtroppo non ne abbiamo visti!

Anche qui, come nella vicina Captiva, le spiagge sono bianchissime e le acque trasparenti, ma le conchiglie sono di gran lunga più numerose. Basta stare fermi sul bagnasciuga con le onde tra i piedi ed attendere che la risacca porti via l’acqua, che centinaia di telline sbucano dalla sabbia. Incredibile.

Ancora pochi minuti in qualche negozietto della zona per alcuni souvenir e poi via verso Miami!

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7° giorno: MIAMI (South Beach)

Miami. Non c’è una sola parola per descrivere cos’è Miami. Oddio, non è che abbiamo visto tutta la città, ma diciamo la più conosciuta nell’immaginario collettivo: South Beach.

Con le sue centinaia di hotel in Art Deco, Ocean Drive è l’attrazione principale di South Beach. Piena zeppa di bar e locali dove far festa fino al mattino a ritmo di musica latina e cubana, questa parte della città è ben vivibile anche per persone come noi che non amano troppo la “movida” sfrenata che Miami offre tutto l’anno.

A dire il vero, per quello che abbiamo potuto vedere noi, non c’è poi così tanto da visitare a South Beach; è decisamente più meta per giovani che hanno voglia di divertirsi notte e giorno ma noi, pur essendolo (ancora per poco…), preferiamo andare in giro per musei, teatri, parchi ecc…

Per il resto, dobbiamo dire che c’è veramente una bella spiaggia con le classiche “vedette” per i bagnini che vediamo anche nei film. L’acqua, anche qui è bella e abbastanza trasparente; nulla a che fare però con quella della costa ovest della Florida.

Se pensate di visitare Miami per più di un paio di giorni, vi consigliamo di acquistare la guida di Miami e le Keys con cartina geografica, ricca e completa di informazioni per non perdersi nulla della città e dei dintorni.

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Insomma, questo itinerario ci è piaciuto parecchio. Abbiamo visitato una città (relativamente) storica come New Orleans, una classica piantagione e poi tante spiagge, tanto mare e tanto… relax! 😉

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13 thoughts on “Da New Orleans a Miami in 7 giorni

  1. itinerario fichissimo .ma come faccio ad organizzarlo da qui in italia ,se lo volessi fare ,dal 23/12/16 al 02/01/17 ? è un pacchetto gia fatto a chi mi devo rivolgere ? grazie mario pilli

  2. Ciao Giacomo,
    bellissimo itinerario, noi pensiamo di farlo la prossima estate ad agosto. Secondo te dobbiamo prenotare qualche albergo o riusciamo a trovare disponibilità improvvisando? Abbiamo già fatto il viaggio di nozze in USA nella costa ovest però stesso periodo, e non avevamo prenotato nulla… la differenza ora è che abbiamo anche 2 bambini al seguito 🙂 grazie di un parere.. ciao

    1. Grazie Ginny!
      Comunque direi di si. Prenota prima. Anche perchè con due bimbi piccoli, io vorrei un po’ di sicurezza in più. Altrimenti, c’è sempre la possibilità del camper! 😉
      Torna a trovarci!

    2. Ciao Giacomo! Tra due settimane sarò a New Orleans per lavoro e volevo approfittarne per girare un po’..questo tuo itinerario mi sembra perfetto, hai qualche consiglio extra per una Novellino? Graziee

      1. Ciao Fabiana e benvenuta sul nostro blog!
        Che bello andare a New Orleans, anche solo per lavoro!!! Fai bene ad approfittarne per girare un po’ la zona, perchè merita veramente!
        Quali consigli vuoi? Per la zona New Orleans, o per l’itinerario in generale?

  3. ciao Giacomo, anch’io vorrei fare questo viaggio dal 23/12/16 al 4/1/17 e ti sarei grata se mi potessi dare qualche consiglio. grazie Raffaella

    1. Grazie Raffaella per il commento. Ti ho risposto in privato consigliandoti tappe e hotel per il tuo viaggio.
      Facci sapere come è andata!
      A presto e torna a trovarci!!!

  4. Ciao giacomo,

    bellissimo itinerario. e grazie dei consigli.. noi siamo due futuri sposi e faremo una settimana nel nord (east, NY, boston) e poi voleamo riempire l’altra settimana con un tour della florida volando su orlando e da li noleggiando una macchina, facendo la costa del golfo del messico fino alle key west e poi prendere l’areo per l’italia a miami. che te ne pare? è meglio la costa del golfo del messico o il classico litorale sull’oceano passando per miami? grazie ancora se ci dai qualche suggerimento anche di hotel e posti. Grazie Matteo

    1. Ciao Matteo e grazie per i complimenti!!!
      Ti ho risposto privatamente via mail proponendoti l’itinerario sia per il New England che per il sud-est…
      Spero di esserti stato di aiuto!
      A presto!

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