De gustibus non est disputandum… A voi l’Osteria dei Re!

Sono mesi che diciamo che vogliamo provare l’Osteria dei Re, ma per noi che preferiamo generalmente giracchiare e provare ristoranti in centro, non c’era ancora stata l’occasione di conoscere il locale di Fabio Pieroni.

L’occasione l’abbiamo trovata sabato scorso, quando con una coppia di amici, abbiamo prenotato.

Faccio una premessa: conoscevamo l’Osteria dei Re, o meglio, conoscevamo l’Osteria Re Mida (dove ora sorge il locale di Pieroni). Ci andavamo spesso e capitava che il buon Fabio (al tempo cameriere/sommelier del ristorante) ci illustrasse i vini da abbinare al cibo che avevamo ordinato. Gentile e discreto, ci colpì subito per la professionalità. Ci ritroviamo adesso, dopo qualche anno, a vederlo nei panni di “patron” della nuova Osteria e possiamo asserire che sta facendo veramente un ottimo lavoro. Dobbiamo anche ringraziare Irene della Pizzeria Irma di Guamo che ci ha spesso parlato di Fabio e del suo ristorante e che ce lo ha consigliato con entusiasmo…

Prenotiamo per le 20. Parcheggiamo alle 20 spaccate. Un gruppo di signore sulla cinquantina ride e parla a voce alta aspettando altre amiche. Entriamo e notiamo che siamo tra i primi ad essere arrivati, infatti c’è solo una coppia seduta. Scegliamo il tavolo da quattro vicino ai due scaffali stracolmi di bottiglie di vino italiane e non.

Il locale è come ce lo ricordavamo, anzi, sicuramente più curato nei dettagli. Il vino la fa da padrone in tutta la sala, si vede la mano dell’amante del nettare degli dei.

Il benvenuto

Non dobbiamo aspettare molto prima che Fabio ci dia il benvenuto con un flute di prosecco e qualche crostino di pane da farcire con una salsa al pomodoro piccante. Iniziamo col piede giusto.

Giusto il tempo di terminare l’entrée e si presenta la cameriera (tra l’altro molto carina) che ci illustra quello che di buono la cucina può offrire. All’Osteria dei Re il menù è “raccontato”. Infatti in tavola troverete solamente un piccolo pieghevole con indicazioni di prezzo per ogni pietanza ma fidatevi di noi, restate attenti e lasciatevi coinvolgere nell’esposizione del menù da parte dei camerieri.

La carne “comanda” il menù

Sapevamo già che il ristorante è principalmente improntato ad una proposta di terra, con il fiore all’occhiello della carne. Infatti qui possiamo trovare carni come la Cinta Senese e il Patanegra che non è così scontato trovarli da altre parti, soprattutto il Patanegra.

Abbiamo come al solito optato per un antipasto a testa, un primo per me e un secondo per Vanessa, chiaramente da dividerci. Quindi, due portate a testa più il dolce. Abbiamo “ispirato” anche i nostri amici, che hanno anche loro scelto una sequenza di piatti simile. 🙂

Scegliamo il vino

Intanto ordiniamo il vino: Sassomagno Sant’Antimo Rosso Doc 2012 prodotto da vitigni di Sangiovese, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. Dal sapore morbido di buona struttura, è adatto per accompagnare una cena a base di carni rosse.

Il menù scelto

Per quanto riguarda il cibo, abbiamo preso:

  • Linchetto al fungo porcino e scaglie di caciotta garfagnina
  • Flan di Cardi e Salsiccia e Flan di Zucca
  • Lasagnetta croccante con ragù e burrata
  • Beef alla Wellington

 

Gli antipasti: Linchetto rules!

Ottimo come sempre il Linchetto. Lo proponeva anche la vecchia gestione, e ho voluto provare anche questa volta. Buonissimo e tenerissimo; il porcino è persistente ma non invadente ed è un tutt’uno con la carne. Molto delicati i due Flan. Anche quello con la salsiccia aveva un giusto equilibrio nonostante l’ingrediente “saporito”.

Il primo e il secondo

La lasagnetta era uno spettacolo. Croccante fuori, morbida dentro ed il ragù saporito ma non troppo, faceva in modo che gli ingredienti all’interno si riconoscessero uno ad uno. Per quanto riguarda il Beef alla Wellington, tipica portata anglosassone, sono sempre stato curioso di assaggiarlo, ma mai prima d’ora mi era capitato. Buono. La carne forse un po’ troppo cotta (per i miei gusti), anche se per Vanessa era la cottura adatta. La pasta brisè esterna era cotta perfettamente e il leggerissimo strato di senape sulla carne non spiccava come ci si potrebbe aspettare (punto a favore, si sentiva perfettamente il sapore della carne).

I dolci: Cheesecake, my love…

Per i dolci, siamo andati sul classico, con una New York Cheesecake e un Crumble alle mele aromatizzate alla cannella. Buoni tutti e due, forse di più la Cheesecake. Purtroppo io ho un ricordo di un crumble che mi fece commuovere (come ama dire un mio carissimo amico riguardo il cibo) e tutte le volte mi aspetto di ritrovare quel gusto, e chiaramente ognuno lo fa a modo suo com’è giusto che sia!

La serata è filata via liscia, senza fretta e con i camerieri e Fabio sempre discreti e mai invadenti.

Il conto

Si sono fatte le 23:30 senza accorgersene, merito anche dell’ottima compagnia. Andiamo a pagare: 65 euro in due. Come dicono in tanti (ma che io personalmente non amo): si mangia bene e si spende il giusto! 😉

L’altra nostra visita all’Osteria dei Re

Leggi anche la nostra esperienza all’evento organizzato all’Osteria dei Re “L’Osteria dei Re incontra i vini Guicciardini Castello di Poppiano” del 6 ottobre 2015.

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OSTERIA DEI RE
Via Vecchia di Vicopelago – Lucca (LU)
Telefono: 349 2602044 – 380 4390325
Facebook: www.facebook.com/Osteria-dei-Re-di-Fabio-P-Degustibus-C-602264366510837/

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