Un gioiello sulla spiaggia di Viareggio: il Bagno Piave e il suo ristorante.

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Due ore.

Due ore per scoprire questo ristorante. E’ la nuova sfida di Leonardo Calò, ex Port Ellen Clan, che si è “trasferito” in quel di Viareggio prendendo in gestione il ristorante del Bagno Piave, uno dei bagni storici della città.

Ad aiutarlo nella realizzazione di questo nuovo sogno c’è anche Simone Zeverini, anche lui già chef del Pec e che Leonardo ha fortemente voluto con lui in questa nuova avventura.

Vista la bellissima giornata e visto che il lavoro (se Dio vuole) me lo posso gestire come meglio credo, abbiamo deciso di andare a provare il ristorante del Bagno Piave all’ora di pranzo di un martedì qualsiasi…

Arriviamo a Viareggio alle 13:30 circa. Il parcheggio disponibile (a pagamento) di fronte al bagno agevola parecchio le operazioni di “scarico” della neo-posticina Ginevra.

Dobbiamo dire in verità che il ristorante non è così semplice da trovare. Nel senso che si capisce che il Bagno è quello, ma non ci sono riferimenti al ristorante, cosa che invece personalmente riteniamo fondamentale. Magari una sorta di “leggio” con il menù illustrato direttamente fuori dal Bagno, sulla passeggiata, non guasterebbe…

Arrivati, ci accomodiamo al tavolo nell’angolo a destra della veranda che si affaccia direttamente sulla spiaggia, quindi in perfetta visuale in direzione del mare. Il venticello di questi primi giorni di maggio porta con sè l’alito del mare che dista solamente poche decine di metri. E’ inebriante e piacevole come il sole che mi scalda la schiena.

L’ambiente e l’arredamento è prettamente marino, così come dev’essere, e privilegia i toni del bianco e dell’azzurro, nonostante un angolo del locale dove l’anima “scozzese” di Leonardo si fa fortemente valere.

Due ore, dicevamo. Due ore di chiacchierate piacevoli con Leonardo, con lo staff e con Simone, lo chef.

Ordiniamo.

La carta propone 4 scelte per ogni portata. Secondo la nostra esperienza è garanzia di freschezza.

Gli antipasti dai 13€ ai 14€, i primi piatti 13€, i secondi piatti dai 16€ ai 20€ e i dolci dai 6€ ai 7€.
La carta dei vini è ricercata e propone spesso vini del territorio e di “influenza” marina ed è indicato un “motto” in prima pagina che recita così:

Si rammenta che l’astemio è soltanto un debole che cede alla tentazione di negarsi un piacere…

Come dargli torto… 🙂

Io prendo il solito calice, questa volta di “bianco”: un Vermentino di zona; fresco, profumato e godibile con il pesce. Per Vanessa come al solito, acqua naturale (riuscirò mai a “convertirla” al vino???).

Ci portano in tavola anche il pane e la focaccia integrale (fatta con farina Petra 9) preparata dallo chef: spaziale! Ne abbiamo chiesto un panierino intero in più da tanto che era buona. Soffice all’inverosimile all’interno e croccantina fuori. Una focaccia da farci l’indigestione!

Ordiniamo intanto gli antipasti, in attesa di decidere il resto…

L’insalata tiepida di mare con verdure croccanti è un piatto molto generoso di pesce fresco e morbidissimo, appunto tiepido, dove sono presenti cozze, gamberi, calamari, vongole, ed un sacco di verdurine appena saltate in padella in modo da mantenere quella croccantezza di cui vado pazzo. Veramente un piatto equilibrato e cucinato con sapienza nonostante si possa pensare che sia un piatto semplice da eseguire. Vi assicuro che non è così.

Il Tonno scottato con giardiniera fatta in casa e salsa all’olio extravergine e soia è una preparazione decisamente più saporita dell’altro antipasto. Il tonno, appena scottato, croccante da una parte e morbido all’interno è arricchito dalla salsa all’olio evo e soia che lo fa sembrare “esotico”. La giardiniera fatta in casa è un plus ultra e le verdure anche in questo caso mantengono la croccantezza e il sapore unico che le distingue.

Due ore…

Il pranzo prosegue con Leonardo che ogni tanto passa a raccontarci aneddoti del suo recente passato e ci informa anche sui fornitori, sia per il pesce che per il vino. Vi assicuro che il territorio è presente, sempre.

Come seconda portata scegliamo un primo ed un secondo (come spesso accade) da scambiarci…

Arrivano le Mafaldine ai gamberi, zenzero e scorza di limone. Una bontà! Vanessa le avrebbe mangiate tutte se non gliele avessi tolte da “sotto il muso”. Il limone, ben presente, non mi da fastidio come pensavo (non amo il limone nei “salati”) e lo zenzero non si fa invadente. Il risultato è l’equilibrio del piatto. Forse un poco asciutto per i miei canoni, ma non è certo una critica negativa.

Scegliamo anche il Filetto di pesce San Pietro alle erbe aromatiche cotto nel barattolo sotto vuoto con la scarpaccia salata scomposta di zucchine. Scenografica l’apertura al tavolo del barattolo, ma soprattutto estasiante il profumo di pesce e verdure che viene sprigionato sotto il tuo naso!!! Il timo da freschezza, così come l’uvetta; il pesce, morbidissimo, rilascia tutti i sui aromi che vanno a “condire” le zucchine sul fondo. Tocco di croccantezza, i pinoli appena tostati. Bella preparazione, complimenti.

Prima del dolce, Leonardo passa dal nostro tavolo per farci assaggiare un Pigato Laura Aschero 2015. Che scoperta! Questo vino, 100% Pigato, del Ponente Ligure è un bianco corposo e saporito, molto diverso dal Vermentino assaggiato in precedenza, più fresco e profumato. Un vino fantastico.

Ma, ecco i dolci…

Il Creme Caramel su crema inglese agli agrumi non è il classico creme caramel… E’ cotto al vapore e il caramello è molto delicato. Azzeccatissima la crema inglese agrumata che dona “spigliatezza”.

La Cheesecake fatta in casa con pera Williams in dolce confit è stata giudicata da Vanessa, “la miglior Cheesecake mai mangiata in vita sua”. Io la metto seconda solamente a quella preparata qualche anno fa da Vanessa per il nostro vecchio blog “2 in cucina” (qui la ricetta), ma in quel caso era del tipo “non cotta”. Insomma, concordo con Vanessa che era una tra le migliori che avevo mai mangiato anche io. La pera confit spezza la classicità della preparazione e la salsa alle fragole “spacca”!

Complimenti veramente allo chef, con i dolci si è veramente superato.

Due ore. Purtroppo sono passate. Saremmo stati lì fino almeno al tramonto, con il viso rivolto al mare, a goderci il vento e il sole e il relax, magari a degustare del whisky insieme al buon Leo. Ci sarà sicuramente occasione per farlo in futuro.

Due ore. Due ore tolte al lavoro. Due ore regalate alla vita.

In bocca al lupo per la tua nuova avventura Leo!

***

BAGNO PIAVE
Terrazza della Repubblica 22, Viareggio (LU)
Tel. 0584 50106
Facebook: www.facebook.com/bagno.piave/

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