Indovina chi viene a cena? Antica Locanda dell’Angelo.

Eccoci tornati all’ormai consueta “uscita a 4” che tanto ci piace organizzare, in compagnia di Amelia e Riccardo! Questa volta la scelta è caduta su un ristorante noto e già provato diverse volte da tutti noi, l’Antica Locanda dell’Angelo.

Locale affermato nel contesto cittadino, propone piatti che appartengono alla tradizione lucchese, delizie siciliane ma anche piatti che potrebbero essere definiti come il matrimonio perfetto tra le due goduriose tradizioni culinarie: La famiglia Cipolla infatti ha origini siciliane e non indugia nell’arricchire il menù con proposte che richiamano la loro terra natale!

Vediamo cosa ne pensano i 4 girovaghi di questa cenetta!

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Giacomo & Vanessa – TI CONSIGLIO UN POSTICINO

Siamo stati coccolati da Vito (il proprietario) con un assaggio di antipasti di terra e mare (Composta di tonno e avocado con aceto balsamico e cipolla croccante di Tropea, Capasanta scottata su crema di topinambur e filangè di seppioline, Caponata di melanzane con mandorle tostate, che avevamo già gustato durante Lucca Biodinamica alla Fattoria Sardi, Fritturina di scampi), dei primi (Tagliatelle di farro con pesce spada, menta e melanzane, Paccheri di Gragnano con vongole e  zucchine), dei dolci (Tortino di cioccolato dal cuore tenero accompagnato da un cestino in cialda e gelato, Zuccotto) e due bottiglie di vino bianco (Fiano di Avellino Pietracupa 2012, Riesling Dry Dr. Loosen 2014 di provenienza tedesca e per accompagnare il dolce una Malvasia delle Lipari Passito 2011 Hauner).

Abbiamo potuto confermare la nostra buona opinione su questo ristorante e la sua cucina: materie prime ottime, proposte semplici che rispecchiano la classica cucina nazionale eseguite in modo eccezionale, una cortesia nel servizio che ti fanno rilassare e sentire coccolato.

L’ambientazione non è da meno. Eravamo gli ultimi clienti ad andar via dal locale quindi abbiamo potuto girottolare un po’ per le varie sale in compagnia di Vito; tutto arredato con gusto in linea con la storia della locanda che presenta al piano inferiore secondo noi il più bello) reperti di costruzioni murarie medioevali.

Abbiamo avuto l’occasione di visitare anche la cantina e ne siamo rimasti davvero affascinati! Un’invidiabile scelta di vini nazionali ed internazionali, ma anche whiskies.

Che resta da dire se non prenotate un tavolo al più presto!?! 😉

AmeliaLOVEAT-ITALY

Lucca è una gran bella signora: elegante, raffinata, mondana quanto basta, riservata con chi non la conosce, ma inguaribilmente affascinante.

E in mezzo a tanta bellezza classica si trova, perfettamente a suo agio, l’Antica Locanda dell’Angelo. Vito Cipolla, che regna sovrano nella sala e che di questo posto è il proprietario, sembra uscito da una scena del Gattopardo (che sia quella del ballo?): occhi scuri gentili, elegante come l’ambiente in cui si muove con discrezione  dato che nessuno disturba nessuno alla Locanda, tutto è deliziosamente ovattato. Vito, solerte ma non troppo zelante, attento e appassionato nel parlare dei suoi piatti… un ottimo padrone di casa, insomma.

Mangiamo fuori, d’altra parte è ancora estate. Stiamo prendendo il ritmo giusto, non solo quello delle mangiate, anche quello tra di noi. Vanessa scoppietta vita, Giacomo credendo che non ce ne accorgiamo ogni volta beve due dita di vino in più, Riccardo sfata il mito del “so strano e ‘na carogna” e ci fa sinceramente sganasciare dalle risate.

Il cibo: si parte con qualche piattino di antipasti uguale per tutti. Ma non per me, dato che il piatto di cui intendo parlarvi è la caponata di melanzane. E torniamo alla Sicilia, a Cumpare Turiddu (ma stasera non l’hanno ammazzato, tranquilli), ai Malavoglia, al Gattopardo da cui siamo partiti, alla mia estate del 2014 “lost in Sicily” e al calore che da quella terra emana. La caponata, semplice e deliziosa, è fatta ad arte. Merita solo per questo una visita. la rimangerei sfacciatamente anche al momento del dolce, ma soprassiedo.

La cena prosegue fra portate buone, ottime, discrete e fra tante chiacchiere, anch’esse di ottima qualità.

Se abbiamo bevuto? Un Franciacorta che poi diventa Fiano che poi diventa Riesling e alla fine ritorna ad essere un vino dolce della dolce Sicilia.

Ah… cosa sarebbe il mondo senza il buon cibo, l’amore e l’amicizia?

A voi la risposta. E il compito per casa: una visita all’Antica Locanda dell’Angelo.

Riccardo – LUCCAFOODWINE

Antica Locanda dell’Angelo. Entri e respiri un atmosfera di classico elegante marrone bianco di lampade legno giallo di altre lampade, elementi ideali per una cena in pieno inverno. Cassette di funghi in bella mostra, quadri scuri con lampadari bianchi bassi. Atmosfera.

Poi scendi le scale  altri tavoli e…. ti trovi in paradiso di vetro e legno. Bottiglie di vino. Raccontano storia. Che bello deve essere farci una degustazione di vino e cibo. Roba da sette otto ore di jogging per le mandibole. Non so se possibile. Ma prenotate quei tavoli.

Ma noi siamo ad agosto e quindi il nostro tavolo è quello estivo in una corte fra la storia di palazzi lucchesi che ci sovrastano e fanno passare luci artificiali di lampade e luna.

A sedere. Il tavolo non poteva che essere semplicità di eleganza bianca e candela.

Menù. Carne e pesce. Occhio importante alla Sicilia la terra del proprietario. Ogni piatto riportato ha sfumature astratte che danno colore alla degustazione.

Le portate hanno prezzi consoni a quello che si respira e vanno dai 10 ai 22 € a portata. Carta dei vini ovviamente fornita e sicuramente fra le migliori di Lucca con vini di rilievo sia italiani che di altre terre del frutto divino.

Veniamo alla serata.
Intorno a noi turisti. Una coppia. Stravagante. Lei uscita da un film di Tim Burton. Edward mani di forbice femmina. 70 anni di età. Una famiglia tedesca inglese francese danese. Scegliete voi. Con figli al seguito. La figlia è uscita da un film di Stanley Kubrick. Lolita. 18 anni di età.

Noi! Quattro amici. Usciti dal Film…ci penso.

Menù in tavola. Scegliere fra carne e pesce. Ho perso 3-1. Pesce.

Degustazione di tre antipasti delicati sfiziosi al palato. Composta di tonno e avocado con aceto balsamico e cipolla croccante di Tropea, Capasanta scottata su crema di topinambur e filangè di seppioline, Caponata di melanzane con mandorle tostate non poteva mancare. Tocco siciliano equilibrato al palato.

Siamo in quattro e per essere gentili con lo chef optiamo per quattro paste diverse. Sicuramente ci ha maledetto ma nel piatto non si è sentito.

Prima bottiglia di vino Fiano di Avellino Pietracupa 2012. Finita. Fiano di Avellino a testa in giù.

La mia portata. Paccheri di Gragnano con vongole e zucchine. Cremosi. Cottura al dente dividerlo in due con la forchetta. In bocca lascia una gustosità profumata direi femminile sembra di mangiare pesce e fiori.

Seconda bottiglia di vino. Riesling Dry Dr. Loosen 2014. Finita. Germania a testa in giù. Io.

Dessert? Cassata siciliana rivisitata. Per me la prima volta. Finita. Ovviamente buona ma non ho possibilità di paragoni. Cantuccini.

Vino da dessert Malvasia delle Lipari Passito 2011 Hauner. Bicchiere a testa in giù.

Il servizio è stato curato direttamente dal proprietario con descrizione dei piatti degustati. Un servizio preciso attento e professionale. Niente è improvvisato. Si respira esperienza.
Sembra sia stata una cena e una serata seria e calma vero? Pazzi.
Argomenti della serata…. sesso droga alcool desideri proibiti ricordi che diventano futuro. Storie in diagonale con fermo immagine storto del presente in cerca di luce. Deviare l’ombra. Vini finiti sempre finiti sempre a testa in giù. Donne che fanno sesso con donne niente è mio se non io.

Ah già….. Il Film da dove siamo usciti? “Indovina Chi Viene a Cena.” Regista…. Noi Quattro.

E come al solito, concludiamo l’articolo con una carrellata di foto scattate da noi durante la cena. Buona visione!

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