La Kambusa e la pizza d’autore di Gennaro Battiloro

Come ormai avrete ben capito (se ci seguite spesso), siamo amanti della pizza. E nell’ultimo periodo, quella napoletana è entrata “a piedi uniti” nei nostri cuori. Soprattutto dopo la nostra visita a Napoli di marzo 2015 dove provammo (con immenso piacere) la “vera” pizza napoletana!

Da allora, ci siamo messi alla ricerca di pizzerie napoletane anche qui nella nostra bella provincia di Lucca. Dopo aver scoperto O’Pazzariello, Donna Sofia e MaryFrank (di cui purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di parlare qui sul blog), ci siamo “buttati” al di là del Monte Quiesa, direzione Versilia per andare a scoprire “La Kambusa”.

3 spicchi Gambero Rosso

Abbiamo saputo di questa magnifica pizzeria tramite un articolo di Fine Dining Lovers che parlava delle migliori pizzerie secondo il Gambero Rosso.

Dopo un paio di tentativi non andati a buon fine (abbiamo trovato tutto pieno), ci siamo rifatti con qualche giorno di anticipo a prenotare e così, venerdì scorso, siamo andati a provare la pizza a “3 spicchi Gambero Rosso” di Gennaro Battiloro.

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Documentandoci come sempre, abbiamo scoperto qualche giorno prima di prenotare che Gennaro Battiloro è certificato AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana), quindi motivo in più per andare…

Come dicevamo in precedenza, “La Kambusa” è stata insignita dei 3 spicchi Gambero Rosso che premia le migliori 50 pizzerie napoletane sul territorio italiano. Neanche a dirlo, Napoli la fa da padrone (c’è anche Sorbillo, dove siamo stati nel marzo scorso). In Toscana sono solamente tre le pizzerie premiate: due nella provincia di Firenze e una in provincia di Lucca, La Kambusa.

La pizzeria

Arriviamo presto, alle 19:45 circa. Una grande struttura in vetro che ricorda i granai delle praterie della Georgia lascia intravedere l’interno. Luce soffusa, tavolini apparecchiati in modo minimale ma con attenzione, candele accese e bancone e forno in bella vista a centro sala. Il locale è semivuoto, si riempirà nel corso della serata.

Tutto è pronto. Una famiglia napoletana al tavolo vicino al nostro è indizio che non rimarremo delusi.

Ingredienti di qualità

Ci portano subito il menù. Ci accorgiamo subito di non essere nella classica pizzeria. Gli ingredienti parlano da soli. Si passa dai pistacchi di Bronte al pomodorino giallo del Sarnese, dalla stracciata di burrata Agerolese alle acciughe del Cantabrico. Insomma, stasera c’è da godere.

Ordiniamo una Kambusa ed una San Gennaro. Arrivano (e non stiamo esagerando) in cinque minuti esatti!

Kambusa

La Kambusa è una pizza rossa con Pomodorino del Piennolo “slow food”, rucola selvatica, carpaccio di manzo affumicato, stracciata di burrata Agerolese, olio “EVO” toscano e basilico.
Bellissima e profumata, cornicione bello alto e soffice, pizza piena zeppa degli ingredienti. Il pomodorino è dolce, sa di “sole”, il carpaccio è delicato e l’affumicatura leggera e non sovrasta il resto degli ingredienti; la rucola selvatica, mai amara quanto quella da “supermercato” e la stracciata di burrata è qualcosa di eccezionale. “Sfatta”, che si fonde e si amalgama perfettamente agli altri sapori, la stracciata è il tocco d’artista di questa eccezionale pizza.

San Gennaro

La San Gennaro è una pizza bianca con Pomodorino giallo del Sarnese, stracciata di burrata Agerolese, acciughe del Cantabrico e Olio “EVO” toscano.
Ecco, questa secondo me, merita un capitolo a parte. Penso che sia la pizza più buona che abbia mai mangiato in vita mia. Semplice quanto completa di sapori e sensazioni. Il pomodorino giallo è quasi “fuso” e rilascia tutto il suo succo dolce su tutta la base della pizza, la stracciata (come già detto prima) è paradisiaca, soprattutto se la accostiamo alle acciughe del cantabrico. Un contrasto dolciastro/salato che mi fa sorridere l’anima.

In entrambe le pizze l’olio si fa sentire, ma non è mai troppo abbondante, anzi è l’ingrediente che lega.

Terminiamo le pizze nel giro di poco più di un quarto d’ora. Metti la fame, metti che queste pizze sono leggerissime oltre che divine, le divoriamo come se non mangiassimo da vent’anni.

Dessert? No, una margherita, grazie!

La cameriera allora passa per sapere se volevamo il dessert. Noi, guardandoci in faccia, decidiamo di prendere un’altra pizza da dividerci. Magari una Margherita. E’ qui che si sente la mano del pizzaiolo napoletano.

E come volevasi dimostrare, la mano non mente. E’ la pizza margherita che ho mangiato a Napoli. Leggera, pomodoro profumatissimo e una mozzarella che ho sentito solo in pizzerie “veraci” napoletane.
La prova è superata a pieni voti!

A completare il tutto, da bere abbiamo preso una Coca Cola alla spina e una bottiglia d’acqua da 0,75L.

La qualità a poco prezzo

Totale della spesa 32€, ma è come se avessimo mangiato in tre… 😉

Consigliamo tantissimo questa pizzeria, non tanto perchè è anche consigliata da Gambero Rosso, ma soprattutto perchè merita veramente il viaggio per il livello altissimo di qualità, e in particolar modo perchè durante la notte non ti devi svegliare ogni mezz’ora per bere… Veramente complimenti!

***

LA KAMBUSA SUL LAGO
Via della Torbiera 38, Massarosa
Tel. 0584 631832
Pagina Facebook: www.facebook.com/Kambusa-392936324147787/

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4 thoughts on “La Kambusa e la pizza d’autore di Gennaro Battiloro

  1. Non veniamo fuori con discorsi assurdi,ma quale Georgia, trattasi di capannone in mezzo ad una strada dove c’è sempre cattivo odore, il posto è orribile. La pizza è parvenza napoletana sicuramente buona, ma nulla di eccezionale. All’interno arredamento tipo mensa e prezzi alti, quindi nulla di superiore.

    1. Ciao Nico e benvenuto sul nostro blog!
      Le opinioni sono tali perché sono soggettive. Rispetto la tua, anche se leggermente “aggressiva”.
      Secondo noi la pizza della Kambusa è una delle migliori pizze napoletane della zona e credo anche della Toscana. Ingredienti ottimi, impasto perfetto. Non manca nulla. Gennaro Battiloro poi, è ormai un “guru” del settore.
      Per quel che riguarda il posto, devo darti ragione sull’odore. Purtroppo le torbiere ci sono…
      Spero che continuerai a farci visita in futuro! A presto.

      1. Le opinioni sono soggettive è vero, ma a me risulta particolarmente strano esaltare un locale ed una pizza del tutto normali.Inoltre a riguardo della location,in primis non sono solo le torbiere a produrre un odore pessimo,ma una fabbrica di olio a pochi metri e una discarica nell’entroterra anch’essa non distantissima.Il dubbio dunque è associato,anche se non sono nativo del posto,ad una conoscenza abbastanza capillare della zona,ma diciamo che tale zona è anche nominata proprio per esaltare “per moda” ciclicamente determinati locali e tralasciare altri,nulla di più.Il nome che tu hai fatto cioè quello del “guru” non l’avevo mai sentito anche perché avevo mangiato altre pizze “napoletane” ugualmente buone.Grazie comunque per la risposta,saluti.

        1. Ciao Nico. Come spesso accade, le opinioni in fatto di cibo sono soggettive e spesso diametralmente opposte. Per noi, la pizza della Kambusa è una delle più buone mai mangiate. E’ anche vero che noi non siamo esperti eno-gastronomi ma solamente appassionati di cibo come spesso specifichiamo. Grazie per le tue precisazioni anche per quanto riguarda l’ambiente circostante, che noi, non essendo proprio di zona, non ne eravamo a conoscenza. Torna a trovarci! 🙂

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