Miró! Tra sogno e colore. Bologna, Palazzo Albergati

Fino al 17 settembre è possibile ammirare molte delle opere di Miró a Palazzo Albergati, a Bologna, raccolte nella mostra “Miró! Sogno e colore”.

Sono infatti proprio il sogno e il colore tra gli elementi distintivi del genio di quest’artista catalano. Miró ha vissuto 90 anni, regalandoci quindi tantissime opere, passando per varie fasi di pensiero. A mio parere è uno dei più emblematici esponenti del surrealismo, tanto che il fondatore del movimento stesso André Breton lo definisce “il più surrealista di tutti noi”.

Con questo pensiero entriamo nella prima parte della mostra, dove ci accoglie un video introduttivo, per poi avviarci all’esposizione. Il mondo onirico di Miró è forte, prepotente.

L’esposizione è ben strutturata, ogni stanza ha un suo tema spiegato esaustivamente. L’audioguida (compresa nel biglietto!) aiuta, ma non rende pesante il percorso. Sono infatti solo alcune delle opere ad essere illustrate attraverso le parole. C’è tutto il tempo e lo spazio di immergersi nelle forme e nei colori dell’artista.

Colpisce che molte siano senza titolo. Allo stesso modo, vediamo opere con pezzi di legno inchiodati o con la carta vetrata. Alcune opere sono state strappate da lui stesso quando non aveva soldi per le cornici. È un genio tormentato, va contro le convenzioni. E sono perfette le note di “Asturias” che sentiamo ad un certo punto del percorso per interpretare questa inquietudine.

Tantissime sono le parole che ricorrono tra le stanze, tra l’audioguida e quelle a muro:

“Il pittore lavora come il poeta: prima viene la parola, poi il pensiero.”

Ed anche, sempre riguardo alla pittura:

“è prima una sensazione fisica, per poi arrivare all’anima.”

Il messaggio di Miró passa in modo chiaro, attraverso le varie fasi della sua vita.

Ci vengono spiegate in modo esaustivo anche le influenze sulla sua arte: parliamo dell’espressionismo astratto americano (uno su tutti, Pollock con la sua freschezza ed entusiasmo) e dell’arte orientale. Assume aspetti dell’uno e dell’altra, partendo dal dripping e la tela stesa a terra, agli ideogrammi e la purezza.

È possibile vedere una riproduzione del Taller Sert, lo studio dove Miró lavorava. È un posto importante per lui: doveva essere un ambiente tranquillo ed ordinato, dove poter lavorare senza lavorare. L’organizzazione e la disciplina sono importanti per consentire il processo creativo, che non si ferma mai. Perché le idee si infiammano nella testa durante le azioni quotidiane.

Molto presente nella mostra è la parte della scultura, secondo l’artista molto connessa alla pittura. Possiamo vedere statuette di ceramica e di terracotta, realizzati dal 1980 in poi. Mostrano tutta la belligeranza e il fervore che aumentano in lui con l’età. “Più invecchio e più divento matto.” I soggetti rappresentati ricordano la sua passione per l’arte rupestre, che possiamo vedere anche in alcune tele, dove lascia le impronte delle sue mani colme di colore. L’artista tocca, sperimenta, prova volutamente a rovinare i suoi lavori e arriverà addirittura a dargli fuoco.

Vi lascio però con uno degli aspetti che più amo di Miró, che si può ammirare in una stanza bellissima della mostra, verso la fine del percorso: una serie di tele grandi, con sfondi diversi, la cui disposizione esalta tutta la ricchezza cromatica che caratterizza l’artista. C’è una tela blu, una fucsia, una verde, un’altra verde acqua, una bianca. Sarei potuta stare lì a girarmi per vedere tutti e quattro i lati per ore.

È bello anche ammirare il linguaggio che assume Miró per esprimersi: fa sue le forme, che reinterpreta con segni puliti e semplici. Ci sono tante stelle, voli di uccelli, pesci, cerchi, punti, ciglia (elemento del surrealismo…). In ogni tela si assapora la componente onirica e allucinatoria che proprio grazie all’impiego di colori forti e decisi come il giallo, il nero, il rosso, il blu e il verde esce e colpisce.

Il giro tra le sale scorre tra una tela e un’altra, tra un tema e un altro, tra le riflessioni e le emozioni.

Arriviamo all’ultima stanza, dove ci aspetta un pouf enorme dove stenderci e guardare nel soffitto le opere che scorrono mentre una musica dolce ci accompagna nel sogno e nel colore!

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Per informazioni: http://www.palazzoalbergati.com/miro-sogno-e-colore/

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Silvia, una normalissima ragazza di 26 anni che cerca la propria strada nel mondo. Dottoressa in Ingegneria Civile, si dedica all'Interior Design e alla passione per l'arte e i viaggi. Gattara convinta, sognatrice visionaria... E blogger?! Da quando ho deciso che nella mia vita potevo dedicarmi anche alla scrittura non ho più potuto farne a meno. Non è un lavoro, ma una necessità. Mi trovate anche su Mangia, prega... Scrivi.

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