Osteria Al Mariner, la mia prima cicchetteria veneziana.

Premetto che prima di andare a Venezia , per me (e per la maggior parte dei lucchesi) il “cicchetto” (in veneziano “cicheto”) era un rimprovero. Dopo essere stato a Venezia, ho scoperto che il “cicheto” (dal latino “ciccus”, piccolissima quantità) si può “tradurre” come uno stuzzichino, una sorta di aperitivo che precede la cena vera e propria. E il posto dove si fanno i “cicheti” in genere si chiamano “bacari” (sembra che la parola derivi da “Bacco”).

Per fare un cicchetto come si deve, dobbiamo quindi andare a cercare un bacaro o un’osteria vecchio stampo dove oltre che mangiare piatti veri e propri, puoi anche assaggiare vari spuntini e bere qualcosa. Il vero cicchetto veneziano è abbinato con “l’ombra”, ovvero un bicchiere di vino bianco o rosso che sia. Negli ultimi anni la “moda” dello Spritz ha preso il sopravvento sul più tradizionale vino, ed ha contagiato anche me.

Siamo a Venezia, è circa metà aprile. Dopo aver battuto in lungo e in largo i percorsi più turistici della città lagunare, ci dirigiamo verso un “sestiere” in particolare: il Sestiere Cannaregio.

Qui infatti sono segnalati molti dei bacari più autentici e meno turistici di Venezia, e questo ci piace.

Il Sestiere Cannaregio è forse quello che mi piace di più di quelli che ho visto finora. Calmo e rilassante e comprende anche il bellissimo ghetto ebraico, città nella città.

Passeggiando sulla Fondamenta degli Ormesini, incontriamo un’osteria con dei tavolini fuori che ci ispira: l’Osteria Al Mariner.

Sbirciamo all’interno per vedere se anche qui c’è la possibilità di farsi qualche cicchetto e scorgiamo un bancone pieno di squisitezze da assaggiare. L’ora è quasi quella di cena, quindi la fame si fa sentire e i chilometri macinati e le calorie perse azionano l'”allarme cibo”!

Entriamo e chiediamo se c’è un tavolo libero. Naturalmente il locale è pieno, ma ci dicono di pazientare un quarto d’ora. Ok, possiamo aspettare.

Quindici minuti dopo, ci dicono che possiamo accomodarci. Il locale è piuttosto piccolo. Legno scuro e mattoncini, turisti (pochi) e vino e spritz sui tavoli “come non ci fosse un domani”.

Ordiniamo un piatto di cicchetti e uno Spritz. Pochi minuti dopo arrivano in tavola. Polpettine di pesce, sarde in saor, polenta bianca, panzerotti, crostino con carciofo, spiedini di gamberi e un “pasticcio” di pesce da spalmare sul pane. Un bel piatto di roba, non dico che ci si poteva cenare, ma quasi.

Tutto ottimo e tradizionale. Alcune cose non le avevo mai assaggiate, come ad esempio la polenta bianca (tradizionale a Venezia, Treviso e Padova) e le sarde in saor (se dovete baciare qualcuno statene alla larga…).

Nota di merito per l’Aperol Spritz. Uno così non lo avevo mai assaggiato in vita mia. Forte e alcolico, per niente “annacquato” come spesso (purtroppo) accade. Complimenti.

L’Osteria Al Mariner è sicuramente uno dei posti di Venezia dove andare a bere qualcosa stuzzicando qualche cicchetto a buon prezzo. Lo consigliamo, anche se (per adesso) non abbiamo provato altri locali simili per avere un raffronto.

***

OSTERIA AL MARINER
Fondamenta degli Ormesini 2679 (Sestiere Cannaregio) – Venezia
Tel. 041 720036
Pagina Facebook: www.facebook.com/OsteriaMariner/

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