Osteria Miranda e la cucina di Antonio Ilardi

Qualche sera fa, siamo stati invitati insieme ad altri colleghi blogger, giornalisti e personaggi del settore food & beverage, ad una serata organizzata dall’Osteria Miranda per presentare alcune specialità prettamente autunnali e invernali in un menù interamente pensato ed eseguito dal nuovo chef del locale, Antonio Ilardi.


Foto di Salvatore Scuotto

Insieme a me, per l’occasione, Salvatore Scuotto, fotografo ed esperto di grafica e brand image (www.salvatorescuotto.com), che si è offerto di raccontare con alcune foto il locale all’incrocio tra Via dei Carrozzieri e Via della Cavallerizza (le foto degli ambienti sono quasi tutte sue… e si vede! In ogni caso sono indicate coi credits.).

Al mio tavolo, anche gli amici Riccardo Franchini e Amelia De Francesco, onnipresenti agli eventi di questo genere.

E’ da prima che aprissimo il blog (quindi, prima del febbraio 2014) che non andavamo a cena all’Osteria Miranda. Già quella volta, però, ci piacque subito l’arredamento e il design vintage del locale, così come la cucina. In questi ultimi anni molte cose sono cambiate, ma una rimane costante: si mangia bene.

Foto di Salvatore Scuotto

Fuori sono sei gradi, la nebbia sta scendendo e le luci che illuminano l’esterno della cinta muraria regalano una suggestiva immagine della città, immersa in un’atmosfera ovattata e silenziosa.

E’ un martedì di novembre. Lucca è come fosse in letargo. Pochi i locali aperti. Anche Miranda sarebbe chiuso oggi, ma ha aperto per questa serata “privata” riempiendo le sale di “gente di stampa” e “gente che ne sanno” (perdonatemi la licenza “poetica”).

In sala, anche diversi produttori locali e non, ma anche albergatori, ristoratori e pizzaioli (i grandissimi Renato e Sara della Pizzeria Sapore di San Leonardo in Treponzio). Quattro le cantine presenti: Tenuta del Buonamico, Lunae, Fattoria di Magliano e Tenuta Lenzini.

Foto di Salvatore Scuotto

Gli ambienti, come già anticipato in precedenza, riportano indietro di 50 anni. Vecchie insegne di marchi storici italiani come Cinzano, Moretti, Stock, Gancia, Martini, e chi più ne ha più ne metta!

Gli immensi scaffali nella sala centrale pieni zeppi di etichette lucchesi, toscane, italiane e straniere fanno da cornice a tavoli in marmo tutti diversi con sedie spaiate. Un design che a me piace parecchio.

Foto di Salvatore Scuotto

Io intanto mi faccio servire un “Americano” al bancone per intrattenermi a chiacchierare con gli ospiti prima che inizi la cena…

Ma veniamo al menù della serata.

Iniziamo con il benvenuto dello chef: due polpettine di carne morbidissime con una salsina fresca al pomodoro. Ne avessi avute una padella intera l’avrei finita…

Antipasti:

  • Lingua di Manzo, Spinaci, Mela verde e Rafano
  • Castagnaccio con patè di fegatini e Cachi

Il vino in abbinamento: Particolare Brut Rosè, Tenuta del Buonamico

Primi:

  • Risotto al ragù di Faraona e Melograno
  • Ravioli di Salsiccia, cime di Rapa e Fagioli Borlotti al Rosmarino

Vini in abbinamento: Vermentino Etichetta Nera Colli di Luni, Lunae (per il risotto), Sinarra, Fattoria di Magliano (per i ravioli)

Secondo:

  • Guancia di Vitello con purè di Patate e Puntarelle

Vino in abbinamento: Poggio de’ Paoli, Tenuta Lenzini

Pre-dessert:

  • Coppetta de “I gelati di Piero” con “Risotto alla milanese” e Cioccolato

Dessert:

  • Ricotta e Pera

Vino in abbinamento: Dolcemente Lenzini, Tenuta Lenzini

Vedendo (e assaggiando) il menù, non si direbbe che lo Chef Antonio Ilardi è campano di origine. Sapori lucchesi autentici riempiono la bocca e le narici. I contrasti tra la sapidità delle portate e la dolce freschezza delle salse in accompagnamento, stimolano il cervello in un’apoteosi di emozioni contrastanti ma al tempo stesso convergenti.

Il piatto principe della serata, almeno secondo me, è stato il raviolo di salsiccia, cime di rapa e fagioli borlotti al rosmarino. Un tuffo nel passato tra i sapori della mia infanzia. Il raviolo, morbidissimo, con il suo ripieno di salsiccia e “rapini” e la cremina di borlotti a condire e a dare “umidità” al piatto, l’ho mangiato ad occhi chiusi e col sorriso sulle labbra.

Dal menù del locale (che cambia ogni 40 giorni circa), abbiamo potuto notare i prezzi: antipasti dai 10 ai 12 euro, primi da 11 a 13 euro, secondi da 17 a 18 euro. Menù degustazione da 5 portate da 35 euro (vini esclusi).

Foto di Salvatore Scuotto

La serata è scorsa tranquilla, il tempo sembrava essersi fermato, invece si fa la mezzanotte e mezza. Si discute di blog, di social, di siti web, di food e di vino; si fanno nuove conoscenze e ci diamo appuntamenti per incontrarci di nuovo, magari a qualche altro evento coi piedi sotto al tavolino…

Lucca pian piano si spegne. E’ quasi l’una quando usciamo dal ristorante. L’umidità in questa città ti entra nelle ossa, ma la città stessa ti entra nell’anima. Osteria Miranda è lì, vivace e colorata. La si vede dalle mura. La discesa c’è, se passeggiate lì sopra e la vedete, scendete e accomodatevi.

***

OSTERIA MIRANDA
Via dei Carrozzieri 27, Lucca
Tel: 0583 952731
E-Mail: osteriamiranda@yahoo.it
Sito web: www.osteriamiranda.it
Facebook: www.facebook.com/osteriamiranda/

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