Osteria San Paolo. Pisa.

Premetto che questa recensione ha molto di personale. L’esperienza in questo ristorante è stata molto positiva e viene scritta di getto, appena tornata a casa.

Abbiamo speso 60€ in due per una cena composta da due secondi, più contorni, un dolce e due caffè. Abbiamo anche bevuto un’ottima bottiglia di vino. Ah, e quella d’acqua!

Stavolta mi va di partire dalla fine, arrivando all’inizio.

Ho appena perciò degustato un caffè corretto sambuca (che io amo) ed è il simbolo di una recensione positiva. Io non amo il caffè e perciò da un paio di mesi ho smesso di berlo, tranne in due occasioni: quando sto davvero morendo di sonno e devo mettere ancora concentrazione nella mia giornata e quando ho fatto una bella cena/pranzo e voglio chiudere in bellezza. In questo caso lo prendo alla sambuca e senza zucchero. Magari a questo punto il caffè può anche non esser buono, ma ormai…

Prima del caffè io e il mio Simo (al solito) abbiamo ordinato la cheesecake, cercando di mettere “in difficoltà” il locale rispetto ad una possibile recensione, anche se in realtà ormai è decisa. Effettivamente era molto buono, anche se l’abbinamento delle salse combinate secondo me faceva perdere un po’ di squisitezza invece che aggiungerne. Forse sarebbe meglio scegliere se poterci mettere quella ai frutti di bosco, un po’ di cioccolata o un po’ di crema. In ogni caso anche così era molto buona e sicuramente originale.

IMAG1065_1Il vino. Dopo aver ordinato la portata principale fornita di contorno ci troviamo di fronte alla scelta del vino. Un anno fa ci saremmo entrambi affidati alla scelta “vino della casa” ma stavolta dopo qualche piccola nozione (io lavoro come cameriera in un bistrot e Simo ormai è chef nel ristorante del Bagno Piave a Viareggio, vedi recensione) ci inoltriamo in una discussione senza fine davanti alla carta dei vini. Simo preferisce un Sangiovese, io un Morellino. Un Bolgheri sarebbe il top ma l’abbiamo preso l’ultima volta che siamo usciti a cena e vogliamo provare un vino diverso.Non voglio qualcosa di troppo forte e Simo nemmeno, però sostiene la qualità. Si vede che non siamo Sommelier e stiamo imparando, perciò non riusciamo a trovare un punto di incontro e chiediamo un’opinione ad un cameriere. Che chiama un altro cameriere. Anche lui non riesce a negoziare le nostre opinioni e chiama il titolare, che a prescindere sostiene la donna e fine delle discussioni: la scelta è il Morellino di Scansano, cantina Grillesino.

Riguardo la portata principale, siamo venuti in questo ristorante con un’idea precisa: la Tagliata alla Robespierre. Ordiniamo quindi questo piatto con contorno di carciofi fritti e una Tagliata con pecorino e aceto balsamico, entrambe con cottura al sangue.

Mi voglio concedere una parentesi, per tutti coloro che non sanno (ahimè) mangiare la tagliata. La cottura va al sangue. E punto. Non esiste la media cottura o altro, ordinate qualcos’altro perché non è più tagliata. Ci sono molti ristoranti qui in toscana che fuori all’ingresso o sul menù lo scrivono: non ordinate la tagliata ben cotta, è un insulto alla professione.

Tornando a questa serata, le due tagliate son molto buone. A me è piaciuta di più la Tagliata alla Robespierre:  inusuale perché rosolata in padella con olio evo e rifinita in forno, servita con la riduzione della sua salsa, con grani di pepe nero, aglio e salvia. L’altra Tagliata viene invece servita con scaglie di pecorino sopra e un filo di aceto balsamico, accoppiata molto azzeccata che diventa cremosa a contatto con il palato. Erano entrambe cotte molto bene e davvero tenere, nonostante i diversi tipi di cottura.

Il menù che ci viene proposto è molto variegato. Il ristorante propone anche piatti di pesce (che ci riserviamo di degustare in un’altra occasione) e degli antipasti e primi piatti interessanti. Lo chef propone anche vari tipi di cottura per il pescato del giorno: alla griglia, all’isolana, al sale o al guazzetto, per esempio.

Viene voglia di tornarci per provare altro, insomma.

L’ambientazione è piacevole: tavoli grandi e distanziati (a mia opinione caratteristica fondamentale), apparecchiatura carina con posate allungate che fanno molto chic, il locale diventa adatto sia per gruppi che per coppie, che riescono a trovare la loro intimità. Si tratta comunque di un’osteria e a me piace molto l’atmosfera data dal mattone a vista. Le confezioni in legno dei vini rifiniscono l’arredamento.

Stasera la nostra scelta è quindi ricaduta sull’Osteria San Paolo perché l’avevamo già provata ed eravamo rimasti entrambi soddisfatti ed è sotto casa rispetto al nostro appartamento. Dopo una giornata impegnata e un piacevole aperitivo al bar il Quadrifoglio (angolo tra via A. Mario e via S. Antonio, aperitivo curato dal nostro amico Roberto) abbiamo deciso di finire in bellezza mangiando qualcosa di buono, e così è stato.

Se vi capita di passare fatemi sapere cosa ne pensate!

Buoni posticini a tutti!

Ps: ringraziamo i camerieri molto disponibili e simpatici, che non hanno perso la pazienza neppure quando Simo è riuscito a rompere un bicchiere 🙂

***

OSTERIA SAN PAOLO
Via San Paolo 16 – Pisa
Tel. 050 501194
Sito web: www.osteriasanpaolo.com

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Silvia, una normalissima ragazza di 26 anni che cerca la propria strada nel mondo. Dottoressa in Ingegneria Civile, si dedica all'Interior Design e alla passione per l'arte e i viaggi. Gattara convinta, sognatrice visionaria... E blogger?! Da quando ho deciso che nella mia vita potevo dedicarmi anche alla scrittura non ho più potuto farne a meno. Non è un lavoro, ma una necessità. Mi trovate anche su Mangia, prega... Scrivi.

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