Viaggio in Alaska (parte 5): verso il Denali e ritorno ad Anchorage

Di buon mattino scendiamo dalla nave, non la vedrò più. I nostri bagagli stanno già viaggiando verso il Denali, e un treno ci sta aspettando. Il viaggio durerà circa nove ore, ma sono sicuro che non mi annoierò. Ben presto tocchiamo Anchorage, la città più grande dell’Alaska. Non starò a dilungarmi nella sua descrizione, voglio ricordare solo che è stata ricostruita completamente e a tempo di record dopo il disastroso terremoto e del susseguente tsunami, avvenuto nel 1964 che la distrussero completamente. Ne è venuta fuori una città tipica del vivere americano, con i suoi grattacieli e palazzi modernissimi, dotata di ogni servizio e comfort. Il treno attraversa tutta la città che appena fuori si fa molto più interessante. Si attraversano villaggi tipici con belle palazzine in fila con il proprio giardino e, indovinate un po’, con davanti la porta di casa un piccolo aereo personale con tanto di pista di decollo collettiva che si snoda davanti alle abitazioni. Mi meraviglio, ma poi pensandoci bene non può esserci altro mezzo migliore dell’aereo per spostarsi celermente in quei grandi spazi.

Le cittadine di passaggio

Il treno ora corre verso nord attraversando un paesaggio fatto di acquitrini, piccoli e grandi laghi, fiumi con le loro tumultuose “rapide” che si possono vedere solo nei film, foreste di abeti e betulle con la perenne presenza di montagne ora vicine ora lontane dando una sensazione di immenso spazio a cui il nostro sguardo non è abituato. Attraversiamo graziose cittadine: Wasilla, Houston, Willow, Talkeetna sulle rive di un grande fiume, il Susitna. Proseguendo  ancora verso nord costeggiamo un altro grande fiume, il Chulitna la cui corrente impetuosa trasporta enormi blocchi di ghiaccio provenienti da chissà dove.

Il Denali si avvicina

Ci avviciniamo sempre di più al Denali Park e si comincia ad intravedere la vetta del McKinley che svetta sopra la foresta. Il paesaggio cambia: la ferrovia ora corre attraverso la “taiga“, tra foreste rade di abeti. Il “permafrost” si sta sciogliendo per fare posto ad immensi acquitrini. Avventurarsi ora per quelle foreste vorrebbe dire esporsi a rischi enormi, anche per la massiccia presenza di orsi.

Il Denali Princess Wilderness Lodge

Giungiamo a Denali National Park (cerca un hotel nel parco) nel pomeriggio. In mezzo al nulla sorge il Lodge della Princess chiamato Denali Princess Wilderness Lodge. I bagagli sono già nel nostro alloggio che devo dire,  è molto accogliente.

La visita nel Denali National Park

La mattina dopo è prevista un escursione nel parco con avvicinamento al McKinley. Il solito pullman con il solito autista chiacchierone ci porta prima a visitare una postazione di guardaparco molto interessante in mezzo alla foresta. Facciamo la conoscenza di una bella ranger che ci racconta la vita del parco. Ci sono dei bei sentieri in mezzo alla foresta, da percorrere però con prudenza, per la solita sospetta presenza degli orsi che continuiamo a non vedere… mannaggia…

Risaliti sul pullman ci dirigiamo verso il centro del parco. Curiosa la fermata all’ingresso della strada sterrata che attraversa tutto il parco per condurci nei pressi del McKinley: un ranger di mezz’età, classica figura che sembra uscire da un film, sale sul pullman e simpaticamente ci saluta illustrandoci brevemente cosa andremo a vedere. Ci apre la sbarra e ci inoltriamo nella “Wild Alaska” vera e propria. La “taiga” ha lasciato il posto alla “tundra“. Il paesaggio ora è composto principalmente da bassi cespugli e radi boschetti fra cui si cominciano a vedere gruppi di alci e caribù.

Il pullman fa parecchie fermate per permetterci di scattare loro le foto. Il panorama si fa sempre più brullo man mano che avanziamo. Si comincia a scorgere il McKinley. Per ora spunta solo la vetta, altissima, il resto è avvolto dalle nuvole, comunque è una grande emozione vedere un “seimila” per la prima volta. L’autista ci assicura che di li a poco le nuvole spariranno e il McKinley apparirà in tutta la sua bellezza. Continuiamo a percorrere quella che più di una strada è una pista e, giunti in un bel punto panoramico la valle si apre proprio mentre la montagna comincia a spogliarsi dalle nuvole. Con l’entusiasmo di un ragazzino corro raggiungendo un’altura nei pressi non senza subire i brontolii dell’autista che evidentemente ha l’ordine ben preciso di non far allontanare i turisti.

Il Denali

Adesso il McKinley appare in tutto il suo splendore! Penso a quante volte ho desiderato questo momento cercando le immagini su internet. Vi assicuro che vederlo seppure da lontano, ma dal vero, è qualcosa oltre il limite dell’immaginazione. Lo spazio smisurato che mi circonda, l’aria frizzante, la percezione che sono in un ambiente estremamente selvaggio ed incontaminato, sono tutte sensazioni che durante la mia vita non ho mai provato. E’ una gioia intima che vorrei trasmettere al mondo intero. Mi siedo su una roccetta e, davanti a quello splendore penso a quante volte ho sognato di vivere questi momenti. Ora per magia tutto si è trasformato in realtà ed è molto più bello di quanto ho sempre immaginato. Ah… se potessi indossare il mio zaino e tuffarmi in quella natura selvaggia camminando fino al limite delle mie forze nutrendomi solo di quell’immensità…

Purtroppo un colpo di clacson mi fa tornare alla realtà. Dobbiamo rientrare, il programma non prevede di andare più avanti perché essendo ad inizio stagione la pista, oltre quel punto, non garantisce la sicurezza. E’ una mezza delusione, mi sarebbe piaciuto arrivare fino al “Wonder Lake” per ammirare la montagna più da vicino ed in tutta la sua grandezza, ma tutto non si può avere, ed è un gran peccato. Il ritorno al Lodge è oltremodo mesto e mi lascio prendere da una profonda tristezza. Forse ha ragione mia moglie quando mi dice che “non sono mai pieno”…

Nel primo pomeriggio ripartiamo in pullman, meta un altro Lodge posto ai confini meridionali del parco dove pernottiamo per non affrontare, in un unica tappa, il lungo viaggio di ritorno verso Anchorage.

Il Mt. McKinley Princess Lodge

Questi Lodge di proprietà della Princess Cruises sono molto accoglienti: vere e proprie villette in legno sparse tra gli abeti. Sono una via di mezzo tra un rifugio alpino ed un albergo dotato di tutti i comfort. Per di più sono costruiti in luoghi bellissimi anche se sperduti in mezzo alla taiga. Sono attraversati da sentieri ben tenuti rispettando nei limiti del possibile la natura circostante. Questa struttura si chiama Mt. McKinley Princess Lodge, e non si può chiamare altrimenti dato che la catena del McKinley è ben visibile, e il suo candore sovrasta il verde della foresta.

A questo punto è d’obbligo un piccolo cenno di storia. Il monte veniva chiamato dai nativi “Denali”, ovvero “la grande Montagna”, ed è ancora il nome ufficiale dello stato dell’Alaska. Nel 1896 venne ribattezzato dai primi colonizzatori McKinley in onore del neo presidente degli Stati Uniti William McKinley. Ma torniamo al racconto.

La mattina dopo ci godiamo una bella passeggiata per tutto il perimetro del Parco avvistando spesso graziosi scoiattoli e parecchi volatili. Nel primo pomeriggio risaliamo sul pullman. Giunti nei pressi di Wasilla effettuiamo una sosta “canonica” in un minuscolo villaggio per consumare il rito del turista a suon di souvenir e di un enorme e buonissimo “ice cream”.

***** FINE QUINTA PARTE *****

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