Viaggio a Varsavia (parte 2): la Città Vecchia e il Palazzo Reale

Foto4Il giorno seguente Varsavia si è mostrata un po’ meno ospitale. Decidiamo di andare dirette verso il centro storico, la Città Vecchia, percorrendo parte della Strada Reale. Il nostro appartamento si trova in ulica Chmielna, ottima zona: comoda per muoversi verso il centro (20 minuti a piedi che in metro si accorciano notevolmente, data la fermata vicina) e allo stesso tempo non molto costosa. Uscite di casa, dovevamo quindi per prima cosa attraversare la stazione Warszawa Centralna attraverso i sottopassaggi per uscire  in ulica Aleje Jerozolimskie. Nel fitto intreccio di sottopassaggi è un susseguirsi di negozi e bar, i più ricorrenti tra le strade di Varsavia (impossibile non accorgersene) sono Caffè Costa e Caffè Nero, presente anche nella versione “green”. E’ proprio in un Green Caffè Nero che ci fermiamo a fare colazione.

Foto7Ci lasciamo attrarre da una torta di cioccolato bianco con noccioline ma dopo due morsi ci accorgiamo che è migliore a vedersi che a mangiarsi. Un po’ stuccosa, ecco. Finiamo il bibitone di cappuccino, d’altronde non siamo in Italia e di questo non ci possiamo lamentare, e cerchiamo la via d’uscita. Ma prima di tutto cerchiamo delle informazioni, che nessuno ci saprà dare.

Ps: “Se sapessi il polacco mi sarei rivolta direttamente in polacco, no?”

Alla fine decidiamo di inoltrarci nella bufera che nel frattempo era iniziata fuori: acqua mista a neve e vento gelido, mani ghiacciate e non un’ombra di indicazione. Anzi, ci sarà stata sicuramente… in polacco.

Nonostante il brutto tempo, la mia attenzione viene attirata da un immenso palazzo che si alza alla nostra sinistra: il Palazzo della Scienza e della Cultura, di cui parlerò più approfonditamente più avanti.

Dopo vario girovagare a vuoto, Monica decide di fare un ultimo tentativo e fermare una ragazza per chiederle se poteva aiutarci. Fu una visione: iniziò a spiegarci la strada, cercando addirittura nel traduttore del telefono le parole che non si ricordava, per venirci incontro.

Foto8A proposito di questo, devo dire d’aver commesso un errore: prima di partire non mi sono informata su come aver la connessione dati disponibile in Polonia in un modo che non fosse pagare 3€ al giorno. Lo so, non son tanti ma 3×4 fanno già 12€ e la Vodafone non se li merita proprio (nel frattempo ho cambiato gestore, per fortuna!). Quindi, eventuali Wi-Fi a parte, non potevamo connetterci al mondo di internet.

Grazie alle indicazioni di questa ragazza dagli scarponcini in plastica fucsia, usciamo da quell’ingorgo di strade ed entriamo in ulica Nowy Swiat, prima nostra meta. Si tratta di una delle vie principali, accessibile solo a piedi, in bus, tram o taxi. Prima del bombardamento subito durante la Seconda Guerra mondiale, gli edifici erano tutti in stile Art Nouveau ma ricostruirli fedelmente era impossibile: ora assume un meraviglioso aspetto neoclassico. Lungo i marciapiedi spaziosi ci sono locali storici, ristoranti, molte boutique; è sicuramente la via più chic e per noi è diventata presto un punto di riferimento dove tornare per cenare, far due passi e comprare qualche souvenir.

La via del Nuovo Mondo continua sull’ultima parte della Strada Reale, Krakowskie Przedmiescie. Qui lo stile cambia ulteriormente perché ci troviamo attorno molti edifici universitari, palazzi probabilmente governativi ed alberghi lussuosi. In fondo alla strada, inizia a vedersi il Palazzo Reale.

La visita al Palazzo Reale mi ha dato l’occasione di provare una nuova esperienza: visitare una mostra con l’audioguida. All’inizio ero scettica, poi ho visto Monica convinta e… mi son lasciata convincere. Per fortuna! La guida era fatta bene e c’era un’ottima interazione tra le stanze del castello e le spiegazioni della guida, mi ha dato modo di conoscere molto di più la città e di sentirmi in empatia con essa. I polacchi hanno una grande storia alle spalle (anche se noi a scuola non la studiamo più di tanto) e la portano con orgoglio. Purtroppo la ferita della seconda guerra mondiale è ancora aperta, la città ha dovuto esser ricostruita dal nulla (o quasi) ma i polacchi hanno messo insieme le loro forze per questo, manifestando il loro orgoglio. Nonostante i colpi inferti nel passato, il polacco passeggia per la sua capitale a testa alta.

Il castello è stato ricostruito fedelmente ed è un susseguirsi di stanze reali, la stanza di questo e di quello, con grandi dipinti. Un’intera sezione è dedicata ad un pittore italiano, Bernardo Bellotto. In realtà la sezione è dedicata al più famoso Canaletto secondo l’audioguida, e probabilmente anche nella conoscenza comune quelle opere si attribuiscono al pittore veneziano. Facendo però una breve ricerca a casa ho scoperto che fu il Bellotto a recarsi a Varsavia, a diventare pittore di corte e a restarci fino alla morte. Quelle opere portano quindi il suo nome, sebbene si possa riconoscere lo stile del Canaletto, del quale il Bellotto è stato nipote e discepolo.

Uscite dal palazzo, ci siamo trovate nella Piazza Mercato, dove abbiamo scoperto un secondo “posticino”: Arkadia, ottimo per il nostro pranzo.

Rynek Starego Miasta è una piazza antica della città, ovviamente anch’essa ha subito i bombardamenti della guerra ed è stata ricostruita. E’ rettangolare e nel periodo invernale ospita una bella pista per pattinaggio su ghiaccio. Sui suoi quattro lati si affacciano molti posticini tra ristoranti e bistrot caratteristici, con menù turistico esposto.

Complice un po’ di vino del pranzo e assaggi di Tyskie e Zywiec, le birre polacche per eccellenza, il pomeriggio vola. Una passeggiata intorno alle mura della città vecchia e decidiamo di tornare in Nowy Swiat per la cena: la meta stavolta è Frida, un altro locale storico con cucina messicana. Lo so, avremmo dovuto continuare sulla cucina polacca ma questo locale invogliava davvero tanto… e infatti ha meritato.

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FINE 2° PARTE

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Silvia, una normalissima ragazza di 26 anni che cerca la propria strada nel mondo. Dottoressa in Ingegneria Civile, si dedica all'Interior Design e alla passione per l'arte e i viaggi. Gattara convinta, sognatrice visionaria... E blogger?! Da quando ho deciso che nella mia vita potevo dedicarmi anche alla scrittura non ho più potuto farne a meno. Non è un lavoro, ma una necessità. Mi trovate anche su Mangia, prega... Scrivi.

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