Viaggio a Varsavia (parte 3): il Quartiere Praga e il Palazzo della Scienza e della Cultura

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Il programma del nuovo giorno prevede l’esplorazione di una zona al di là della Vistola: Quartiere Praga. Prendiamo la fermata della metro più vicina al nostro rifugio, Centrum, abbiamo cambiato linea e attraversato il fiume.

La metro di Varsavia è fantastica. Semplice, intuitiva (bisogna però conoscere le fermate) nel senso che all’interno degli snodi ci si muove facilmente. Puntuale e pulitissima, ma questa è una prerogativa di tutta la città. Ci sono due linee: M1 si muove da nord a sud e M2 da est a ovest. La seconda linea è così nuova che nella guida di Monica (del 2015) è segnata come ancora in costruzione.

Un’infrastruttura come questa che funziona bene ed è tenuta in ordine (cartelli perfetti e passaggi sempre funzionanti, per esempio) denota, a mio parere, un alto grado di civiltà. Io adoro l’Italia e rimarrò sempre orgogliosa di esserci nata, però adoro viaggiare per vedere posti nuovi e conoscere culture diverse. Penso sia l’unico modo per potersi davvero fare un’idea di come vanno le cose e come dovrebbero andare. Posso dire che per questo aspetto sicuramente Varsavia si trova un passo avanti a noi. Sono rimasta piacevolmente scioccata quando mi sono affacciata sui binari della metro e non ho visto cumuli di spazzatura. Non c’era NULLA, come non c’era nulla per terra sulla banchina. Questo significa che un cittadino polacco non butta i rifiuti a terra, li butta nel cestino. Sembra una cosa così semplice a dirsi, purtroppo ahimè non è altrettanto semplice a farsi in Italia.

Un altro elemento che denota un alto grado di civiltà secondo me sono i prezzi dimezzati per gli studenti. Per la metro abbiamo chiesto i biglietti giornalieri (validi anche per bus e tram, che però non abbiamo preso) che costano per intero 15 zl. Per gli studenti il prezzo è 7.50 zl. Tenendo conto che 1€ vale 4.40 zl, con 1,70€ abbiamo viaggiato tutto il giorno. La stessa riduzione vale anche per le entrate alle mostre e ai musei e chissà quante altre cose che non sappiamo. Ok, anche in Italia questa cosa c’è però vi posso assicurare che per applicarla è più complicato in certi casi e le riduzioni non sono così agevolanti. Per una volta son stata contenta di essere una laureanda di Ingegneria!

Ovviamente abbiamo sbagliato fermata e deciso di aggiustare la rotta a piedi. Precisamente siamo scese allo stadio e fino alla nostra prima meta è stata una bella passeggiata! Parafia Katedralna Sw. Michala Archaniola i Sw. Floriana Meczennika è uno spettacolo per gli occhi: cattedrale neogotica lanciata verso l’alto, imponente. La curiosità è tanta e decidiamo di entrare ma essendo domenica mattina si sta svolgendo una messa, quindi non ce la sentiamo di disturbare e usciamo.

La seconda sorpresa della giornata è un parco immenso nel centro della città. In realtà questo parco non è l’unico, anzi. Il più bello è sicuramente Parco Lazienki, con il lago (ovviamente, come si può notare dalla luce, queste foto non sono mie ma prese da internet…).

Il parco del Quartiere Praga si chiama Zoological Garden ed è molto grande, diviso in due aree. Abbiamo passeggiato nel mezzo di una delle due per andare a vedere un’altra chiesa e nel prato si trovano degli animali di metallo. La cosa mi è sembrata un po’ triste ma ok, non sopporto di veder usati gli animali per diletto dell’uomo e quindi la vedo come una simpatica alternativa. Dall’altra parte della strada però, dove continuava il parco, si intravvedeva (e si poteva sentire il rumore) un’enorme gabbia per uccelli ma non ci siamo inoltrate oltre…

A questo punto siamo a quasi 48 ore di Varsavia per noi e finora non si era visto un raggio di sole. In quel parco, con quel clima, l’aria gelida e i corvi che gracchiavano ho iniziato a non sentirmi molto bene psicologicamente. A Monica invece piaceva molto ma ha capito che la mia stabilità mentale se ne stava andando e siamo passate a vedere la chiesa successiva, Kościół Matki Boskiej Loretańskiej.

Abbiamo fatto un’altra passeggiata per il quartiere, in cerca di una vecchia distilleria abbandonata e riabitata da artisti. La nostra ricerca è finita però nello scoprire che tutta l’area è stata destinata ad un nuovo progetto, che ci siamo permesse di sbirciare.

A questo punto decidiamo di tornare a Nowy Swiat per il pranzo, ormai adoriamo questa zona. Il posto scelto è Zapiecek, il top per i dumpling!

Dopo pranzo, superiamo l’abbiocco per dirigerci verso una meta culturale: il Palazzo della Scienza e della cultura. Questo palazzo fu un regalo di Stalin alla città, è perciò simbolo dell’Unione Sovietica e quando cadde ci fu un dibattito per decidere se abbatterlo. Per fortuna così non è stato, perché è davvero spettacolare e trasmette tutta la sua imponenza. Tra le altre cose ospita il Museo della Tecnologia. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla cura che si vede in questo posto, dalla quantità di materiale e degli ambiti ricoperti: intere stanze di modellini di navi, di carri armati, stanze con moto, perfino una stanza che riproduceva una miniera al dettaglio, preceduta da una stanza con gli schemi di come funzionava e tutti gli attrezzi. C’era poi una stanza con tutti i PC, dal primo agli ultimi, i telefoni, gli elettrodomestici. C’era poi la stanza dedicata ai viaggi nello spazio e quella con i posti ai PC ai quali sedersi e poter giocare a Pac Man e simili. Fortunatamente ha chiuso alle 17, altrimenti sarei ancora lì a guardare! L’unico neo: tutte le descrizioni erano in polacco. L’unica in inglese era una legenda di simboli sulla riproduzione di una centrale elettrica, così che anch’io ho potuto capirne le varie parti 🙂

Nonostante il polacco, il mio consiglio è: ANDATECI.

Ultima tappa culturale della giornata: prendere l’ascensore, fare 30 piani ed uscire nella terrazza panoramica dell’edificio: WOW. Era proprio il tramonto ormai e la luce era fantastica, in più i grattacieli iniziavano ad essere illuminati, così come lo stadio. Di notte questi fantastici edifici slanciati verso l’alto assumono varie colorazioni e affascinano molto.

Siamo state lì un po’, ognuna per conto proprio, ad assaporarci quel senso di immenso e di solitudine che la vista trasmetteva. E’ stato come rimettere i pezzi di questo viaggio insieme e allo stesso tempo fare pace con la città, che si è mostrata tanto dura ma tanto bella.

Era la nostra ultima sera, le ultime ore di questa esperienza. Ci avventuriamo per la città vecchia e ci spingiamo un po’ oltre le mura, scoprendo una via ricca di ristoranti molto belli, ulica Freta.

La nostra decisione per la cena va su Podwale 25 – Kompania Piwna, dal sapore di tipica birreria.

La mattina seguente la sveglia era puntata all’alba e ci aspettava una bella camminata per il ritorno, ma non potevamo tornare in patria senza aver provato l’ebbrezza del Podwale – Bar and Books.

Siamo all’ultimo giorno e il nostro aereo parte alle 15, noi non vogliamo perdere un solo minuto: sveglia alle 7, fermata della metro e si va al Bazar Rozycki. Ecco, questo è un posto di cui vi dico NON ANDATECI! Del vecchio e vero bazar è rimasto solo un ricordo e qualche temerario. La maggior parte delle baracche è chiusa, di aperto c’è solo qualcosa all’inizio e poi tanta desolazione. Di possibili clienti non ce n’erano e perciò appena siamo entrate tutti gli occhi son stati puntati su di noi. Era come se avessimo un cartello con sopra scritto “TURISTA, OCCIDENTALE”. Quando Monica si è avventurata un po’ per fare qualche foto, ho notato che qualcuno ci stava “controllando”, al che abbiamo deciso di andarcene. Ci aspettavamo un mercato vivo, ricco di gente e di oggetti da vedere e forse comprare ma abbiamo incassato solo tristezza.

Andiamo così a tirarci su di morale in uno dei posticini storici di Varsavia, famoso per i suoi krapfen: Blikle. Il posticino è bellissimo, curato, di un’altra epoca. Il cameriere è stato gentilissimo e siamo state lì in preda alle tornate preoccupazioni della vita quotidiana che ci riaspettava a casa.

Si chiude così questo viaggio a Varsavia. Ci sarebbero state molte altre cose da vedere, molte da fotografare e di cui parlare ma si sa che è così, il tempo era limitato e non si può far tutto. L’importante è ciò che si porta a casa come ricordi e sensazioni. E aver sempre voglia di scoprire posti nuovi!

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Voglio trasmettervi un’ultima cosa. Ho sempre adorato la geografia più della storia e scommetto che è così per la maggior parte delle persone. In questo viaggio ho però capito una cosa importante: storia e geografia son davvero molto legate, inscindibili. A questo non avevo mai pensato ed è stata per me un’illuminazione, ci penserò bene su… e chissà che non ci scappi un bel post.

Venite a trovarmi nel mio blog! 🙂

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Silvia, una normalissima ragazza di 26 anni che cerca la propria strada nel mondo. Dottoressa in Ingegneria Civile, si dedica all'Interior Design e alla passione per l'arte e i viaggi. Gattara convinta, sognatrice visionaria... E blogger?! Da quando ho deciso che nella mia vita potevo dedicarmi anche alla scrittura non ho più potuto farne a meno. Non è un lavoro, ma una necessità. Mi trovate anche su Mangia, prega... Scrivi.

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