Wanderlust: il giro del mondo a Il Grammofono di Lucca

Wanderlust: “L’impulso irrefrenabile di viaggiare, esplorare e scoprire posti nuovi per ampliare i propri orizzonti e assaggiarli”.

Venerdì scorso siamo stati invitati al ristorante Il Grammofono in Via della Fratta a Lucca per una serata speciale a lume di candela e con l’uso esclusivo delle mani.

Si, avete capito bene. Si mangia con le mani!

7 portate, un percorso degustativo che spazia da un angolo all’altro del pianeta con contaminazioni e sapori che, in quattro ore di degustazione, ti portano dall’oriente all’occidente, da nord a sud, in un vagabondare lento e gustosissimo pur rimanendo coi piedi ben saldi nella nostra città.

Foto di Salvatore Scuotto

 

Per questa serata, proprio come in occasione della degustazione all’Osteria Miranda dello scorso novembre, c’è l’amico fotografo Salvatore Scuotto.

Arriviamo al ristorante intorno alle 20:20. La serata è calda per essere fine aprile, perfetta per uscire di sera.
Finalmente ho l’occasione di conoscere di persona Clara e Costantino. Era tanto tempo che volevo andare a cena al Grammofono, ma per il fatto che con la bimba non possiamo uscire a cena come prima, abbiamo sempre rimandato.

L’ambiente del Grammofono è in perfetto stile anni ’20/’30, e oggetti e suppellettili tipici di quegli anni sparsi per il ristorante, donano un’atmosfera d’altri tempi.

Foto di Salvatore Scuotto

 

La serata speciale, come già detto in precedenza, prevede 7 portate da mangiare con le mani. Il menù non c’è. Le portate si scoprono una ad una tramite delle “cartoline” che vengono recapitate al tavolo alla fine di ogni piatto. Una bella idea.

Oggi, abituati come siamo a dare forme e nomi a tutto, sembra quasi assurdo pensare che le prime cose di cui ci siamo nutriti non sono altro che il frutto del nostro più antico, ancestrale bisogno…

Mi appresto a raccontarvele…

Portata n.1: “Solo con i denti”

Crudo di pesce e maionese al wasabi.

La sensazione del pesce crudo tra le mani, nonostante l’iniziale “imbarazzo” è stata sovrastata dall’istinto puro. Prendere quei trancetti di pesce e passarli nella maionese al wasabi e poi portarseli alla bocca è stata la cosa più naturale del mondo.

La delicatezza del pesce e la forza del wasabi hanno subito “svegliato” le papille gustative. Un inizio “strong”.

Foto di Salvatore Scuotto

Portata n.2: “Fra le risaie”

Roll di carta di riso, mazzancolle, verdure, salsa alle arachidi.

Tanto semplice quanto gustoso. Una delle mie portate preferite. Sarà che amo tutto ciò che è “orientale”, e la carta di riso evoca queste terre lontane. La croccantezza della verdura all’interno e la gustosissima salsa alle arachidi sono state il “plus” del piatto.

Portata n.3: “Sull’Equatore”

Riso rosso, calamaretti, verdure, uovo.

Non c’è cosa più difficile che mangiare il riso con le mani! Lo “scherzetto” messo in atto da Clara è stato da me arginato utilizzando la foglia di banano a mo’ di cucchiaio. D’altronde l’ingegno è ammesso, no?

Per quanto riguarda il gusto, forse il piatto più saporito. La salsa di soia (che amo spassionatamente) ha legato alla perfezione tutta la portata.

Foto di Salvatore Scuotto

Portata n.4: “Stelle e strisce”

Sandwich gourmet di tonno con salsa guacamole, pak choi, stracciatella, fiori di zucchina fritti.

Quel che oggi viene chiamato street food era un tempo il pranzo veloce di un muratore, lo spuntino di un viaggiatore o la merenda di un bambino…

In una cena dove si mangia con le mani, come poteva mancare un panino? Saporito il giusto, senza (giustamente) strafare, il sandwich è sicuramente stato uno dei momenti più “emozionanti” della cena. Il panino rievoca ricordi e sensazioni di infanzia e viaggi. E il ripieno non scontato l’ha reso il piatto della serata. Bravi!

Prima foto di Salvatore Scuotto

Portata n.5: “Dove sorge il sole”

Raviolo al vapore con orata, foglia di shiso, polvere di cozze.

Altro piatto super. Come già detto in precedenza, amo i sapori orientali. E questo li ricordava moltissimo. Ottima la “scioglievolezza” del raviolo, morbido il ripieno, anche se non amo alla follia la foglia di shiso. Ma nel complesso uno dei piatti migliori.

Portata n.6: “Perché no?”

Mezzi paccheri ripieni di riccio di mare, patata, limone, cappero fritto e salicornia.

A livello di impatto visivo, il piatto migliore. Colori e fantasia riempiono gli occhi. Anche il sapore non è da meno. Da gustare insieme ai fiori “sbriciolati” a guarnimento.

Foto di Salvatore Scuotto

Portata n.7: “Giallo curcuma”

Bocconi di rana pescatrice, baby carote e asparagi.

Un piatto interessante, anche se personalmente non amo particolarmente ne’ la carota, ne’ l’asparago. Il fatto comunque che erano entrambi passati velocemente in padella e non cotti o lessati troppo, me li ha fatti godere ugualmente (non amo la verdura cotta).

Foto di Salvatore Scuotto

 

I dolci sono fuori dal menù: una cheesecake al cioccolato con fragole, una cialda con crema alla rosa e un interessantissimo “nigiri” di riso e mango.

Foto di Salvatore Scuotto

 

La serata è scorsa via lenta, ma veloce. Le chiacchiere come al solito vertevano sul cibo, sul vino e sui viaggi: tutto ciò che il menù della cena a tema voleva evocare. Quindi, la definirei una serata decisamente riuscita.

Non ho potuto fare a meno di notare dalla lavagna fuori dal locale che tutte le domeniche sera si cena con jazz dal vivo in sala. Bellissima idea dato anche l’ambiente che si presta moltissimo.

Tornerò anche insieme a mia moglie appena possibile per poterci gustare un’altra cena al Grammofono, magari con un menù alla carta, per scoprire cos’hanno da offrire di nuovo Clara e Costantino. Sicuramente non rimarremo delusi!

Foto di Salvatore Scuotto

 

In una danza trascendentale dove gli dei vengono omaggiati con doni di cibo, nascono inevitabilmente sapori e odori che solo le mani giunte in preghiera possono onorare. Perché le mani ci sono state donate per servire e per servirci.

***

IL GRAMMOFONO
Via della Fratta 7 – Lucca
Tel. 0583 051564
Sito web: www.ristoranteilgrammofono.it
E-Mail: info@ristoranteilgrammofono.it

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